Salute

Poliziotto aggredito in carcere a Trapani, il SAPPE: “Chiediamo misure urgenti per rafforzare la sicurezza”

Redazione 3

Poliziotto aggredito in carcere a Trapani, il SAPPE: “Chiediamo misure urgenti per rafforzare la sicurezza”

Ven, 09/10/2026 - 09:43

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Ancora violenza in carcere, ancora un appartenente alla Polizia Penitenziaria costretto a ricorrere alle cure ospedaliere per le conseguenze di un’aggressione durante il servizio. Un agente in servizio nel carcere di Trapani è stato colpito al volto con una violenta testata da un detenuto, riportando la frattura del naso e del setto nasale, con una prognosi di dieci giorni. Un episodio grave, che riporta drammaticamente l’attenzione sui rischi quotidiani affrontati dal personale penitenziario e sulla necessità di garantire condizioni di lavoro più sicure.

Secondo quanto ricostruito, l’aggressione è avvenuta durante una situazione di tensione determinata dalle insistenti richieste del detenuto, che pretendeva materiale e prodotti non immediatamente disponibili. Nonostante i tentativi del personale di gestire la situazione e di riportare la calma, l’uomo è andato in escandescenza, arrivando dapprima a scagliare una bottiglia di plastica contro il muro e, successivamente, a colpire al volto l’agente intervenuto proprio per cercare di tranquillizzarlo e scongiurare conseguenze peggiori.

L’immediato intervento degli altri poliziotti penitenziari ha consentito di contenere la situazione e ricondurre il detenuto in cella. L’agente ferito è stato invece trasportato in ambulanza in ospedale, dove gli sono state riscontrate le lesioni riportate nell’aggressione.

Sulla vicenda interviene Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che esprime solidarietà al collega ferito e torna a denunciare la gravità delle condizioni in cui opera quotidianamente il personale: «Non è più tollerabile che chi indossa una uniforme e svolge il proprio lavoro al servizio dello Stato debba mettere a rischio la propria incolumità fisica per garantire la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari. Quanto accaduto a Trapani è un fatto grave, che non può essere liquidato come un episodio ordinario della vita carceraria. Un agente è stato aggredito mentre cercava di riportare la calma, riportando una frattura al naso. A lui va la nostra piena solidarietà e l’augurio di una pronta guarigione». Capece sottolinea inoltre la necessità di affrontare con determinazione il problema della gestione dei detenuti che presentano particolari fragilità e comportamenti potenzialmente pericolosi, senza lasciare che siano gli operatori in servizio a farsi carico, da soli, di situazioni complesse e delicate. «La tutela della salute e della sicurezza degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria deve rappresentare una priorità assoluta. Occorrono strumenti adeguati, personale sufficiente, protocolli operativi efficaci e un’organizzazione capace di prevenire le aggressioni, intervenendo tempestivamente nelle situazioni di maggiore criticità. Non possiamo continuare a chiedere agli agenti di gestire emergenze quotidiane senza garantire loro tutte le necessarie condizioni di sicurezza».Sulla stessa linea Calogero Navarra, segretario SAPPE per la Sicilia, che richiama l’attenzione sulla necessità di interventi concreti e immediati negli istituti penitenziari dell’Isola. «L’aggressione avvenuta a Trapani dimostra ancora una volta quanto sia delicato e rischioso il lavoro svolto dai poliziotti penitenziari. Il personale è chiamato quotidianamente a gestire situazioni complesse, tensioni e comportamenti imprevedibili, spesso in condizioni operative difficili. Nonostante questo, gli agenti continuano a svolgere il proprio dovere con professionalità e senso dello Stato, anche quando devono esporsi personalmente per evitare che una situazione degeneri». «Chiediamo – conclude Navarra – che vengano adottate misure urgenti per rafforzare la sicurezza, assicurare un’adeguata presenza di personale e garantire una gestione appropriata delle situazioni di particolare criticità. È indispensabile che l’Amministrazione penitenziaria intervenga con decisione, affinché episodi come quello verificatosi a Trapani non diventino una consuetudine e affinché chi lavora nelle carceri possa farlo senza il costante timore di essere aggredito».Il SAPPE ribadisce infine che la sicurezza degli istituti penitenziari passa necessariamente attraverso la tutela di chi vi opera ogni giorno: garantire l’incolumità della Polizia Penitenziaria significa salvaguardare anche la legalità, l’ordine e la sicurezza all’interno delle carceri.

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