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Serradifalco, ex compagni di scuola e di gioco si ritrovano dopo mezzo secolo

Redazione 3

Serradifalco, ex compagni di scuola e di gioco si ritrovano dopo mezzo secolo

Sab, 13/06/2026 - 10:19

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Ritrovarsi a distanza di oltre 50 anni dall’ultima volta nella quale ci si era salutati, negli anni ’70 del secolo scorso, e rivivere magicamente, assieme ad un loro compagno di classe e amico, la Serradifalco di allora, i miti della loro gioventù e anche le piccole storie della loro quotidianità. È successo a Leonardo Sillitto e Gaetano Amico. Entrambi classe 1957, cresciuti in piazza San Francì, entrambi animati dalla stessa passione per il calcio, ma con fedi sportive diverse. Leonardo juventino, Gaetano interista. Erano i tempi di “Tutto il calcio minuto per minuto”, le epopee delle dirette tv delle partite di Coppa Campioni di Inter, Milan e Juventus che si potevano vedere solo nei circoli cittadini perché nelle case erano contati coloro che avevano il televisore. E spesso Gaetano e Leonardo le grandi sfide le andavano a vedere al Circolo Artigiani di via Roma dopo che, per tutta la giornata erano stati a giocare e a correre nel campetto di San Francì. Leonardo fu soprannominato “Johnston”, perché ricordava le movenze e la grinta del capitano del Celtic Glasgow, squadra scozzese che sconfisse la grande Inter di Helenio Herrera nella finale di Lisbona nel 1967. Gaetano, invece, fu soprannominato “Tarabocchia”,perché lui, essendo portiere, tra i pali ricordava il famoso Emmerich Tarabocchia, il portiere del record di 20 partite con il Lecce senza subire gol per complessivi 1.791 minuti. A quei tempi, tuttavia, le estati non erano solo all’insegna del riposo: si andava a lavorare. Leonardo andava a consegnare bombole di gas nelle case dei serradifalchesi per conto di Sebastiano Difrancesco, mentre Gaetano era sempre impegnato per mettere in tasca qualche spicciolo di lira. Leonardo e Gaetano stavano spesso insieme con un altro loro amico che, a quei tempi, era riuscito a fare carriera nell’allora Falchetti dei fratelli Lo Manto: Tommaso Degno. Il mediano della Falchetti, che da bambino giocava sempre in via Crispi, era loro compagno di scuola, e incarnava i valori del calcio autentico, un gio-catore completo che adoravano e che, quando potevano, la domenica andavano ad ammirare allo stadio comunale di via Chiarelli oggi “Antonio Alaimo”. Senza dire che lui era sempre quello che riusciva a fregarli nelle gare di velocità. Poi, come succedeva a quei tempi, non avendo un lavoro, a Serradifalco i giovani decidevano di emigrare. Fu così per Leonardo nel 1975 che emigrò a Warstein, vicino Dortmund, mentre Gaetano emigrò in Francia a Toulon. Da allora le loro vite si divisero. I due ragazzini cresciuti nel quartiere San Franci nel mito del grande calcio e delle corse si ritrovarono a vivere due vite diverse in luoghi differenti. Ognuno con proprie storie, dinamiche familiari, sociali e lavorative. Poi però, un giorno, ecco scattare la molla. E’ stata di Leonardo la prima mossa: «Mi sono chiesto, ma che fine ha fatto “Tarabocchia”? E Tommaso? E così ho deciso che dovevo scovarlo; prima ci siamo visti noi; confesso che ci siamo emozionati parecchio nel rievocare gli anni della nostra gioventù, tra ricordi, storie e tempo passato. Poi abbiamo cercato Tommaso, e con lui abbiamo ricomposto il trio che faceva furore nelle corse campestri!». Alla fine, Tommaso, Leonardo e Gaetano, davanti all’immancabile Crodino, come ai vecchi tempi, hanno brindato a loro e al tempo che passa ma nel quale, chi ha lasciato un gran ricordo di sé, si ritrova: «Per tutti noi ritrovarci è stata la vittoria più bella, perché signifi- ca che, nonostante gli anni conti- nuiamo ad essere amici e a trovare nel nostro felice passato un motivo in più per accendere di gioia e pas- sione il nostro presente».

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