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Carceri Siciliane, Codacons: “Servono un tavolo permanente e un piano straordinario”

Redazione 1

Carceri Siciliane, Codacons: “Servono un tavolo permanente e un piano straordinario”

Gio, 27/08/2026 - 14:58

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Risse, aggressioni agli agenti della Polizia Penitenziaria, incendi, sovraffollamento e, da ultimo, l’evasione di un detenuto appartenente al circuito di Alta Sicurezza dal carcere di Augusta. Per il Codacons quanto sta accadendo negli istituti penitenziari siciliani richiede una risposta organica e non più interventi legati alle singole emergenze.

“Non possiamo continuare a intervenire soltanto dopo una rissa, una rivolta, un incendio o un’evasione – afferma Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale del Codacons –. Sicurezza, sovraffollamento, carenza di personale, condizioni delle strutture e assistenza sanitaria devono essere affrontati insieme”.

L’ultimo grave episodio si è verificato nella Casa circondariale di Cavadonna, a Siracusa, dove una violenta rissa nel Blocco 20 ha coinvolto gruppi di detenuti italiani e stranieri, provocando diversi feriti. “L’episodio di Cavadonna non arriva dal nulla – osserva l’avvocato Bruno Messina, Vice Presidente Regionale Codacons– Nei giorni precedenti si erano già registrate forti tensioni, aggressioni e situazioni che avevano richiesto interventi straordinari. È un segnale che non può essere sottovalutato”.

Secondo i dati del Ministero della Giustizia aggiornati al 24 agosto, la Casa circondariale di Siracusa ospita 720 detenuti a fronte di 545 posti regolamentari, mentre gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria risultano 266 rispetto ai 310 previsti, secondo i dati sull’organico aggiornati al 30 giugno. “Parliamo di circa 175 detenuti oltre la capienza regolamentare e di 44 agenti in meno rispetto alla dotazione prevista – sottolinea Tanasi – Numeri che rendono evidente quanto sia complesso garantire quotidianamente sicurezza, vigilanza e gestione dell’istituto”.

A pochi chilometri di distanza, nel carcere di Augusta, un detenuto appartenente al circuito di Alta Sicurezza è riuscito a evadere. Sono in corso le ricerche, mentre gli investigatori stanno ricostruendo le modalità della fuga. Secondo i dati del Ministero della Giustizia aggiornati al 22 agosto, nell’istituto risultano 475 detenuti a fronte di 364 posti regolamentari, con 97 posti indicati come non disponibili.

“Spetterà all’Autorità giudiziaria e all’Amministrazione Penitenziaria accertare quanto accaduto e verificare eventuali responsabilità – precisa Messina – Ma un episodio di questa gravità impone comunque una riflessione sulle condizioni nelle quali il personale è chiamato ogni giorno a garantire controllo e sicurezza”. Nei giorni scorsi anche l’Istituto penale minorile Malaspina di Palermo è stato interessato da un incendio che ha richiesto l’intervento dei soccorsi e ha coinvolto detenuti e personale penitenziario. “Siracusa, Augusta e Palermo sono realtà diverse, ma questi episodi dimostrano che non possiamo limitarci a intervenire quando esplode un’emergenza – evidenzia Tanasi – Serve una strategia regionale e un coordinamento stabile tra le amministrazioni coinvolte”.

Il problema assume infatti dimensioni regionali. Secondo i dati del Ministero della Giustizia riferiti al 31 maggio 2026, nelle carceri siciliane erano presenti 7.147 detenuti a fronte di 6.439 posti regolamentari. Per questo il Codacons chiede al Ministero della Giustizia, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, alla Regione Siciliana e alle Prefetture interessate l’istituzione di un Tavolo tecnico permanente sulle carceri siciliane, con il coinvolgimento delle direzioni degli istituti, della Polizia Penitenziaria, della Magistratura di Sorveglianza, delle aziende sanitarie e dei Garanti dei detenuti.

“Dal territorio emerge la necessità di risposte rapide e soprattutto verificabili – aggiunge Messina –. Occorre individuare le reali criticità di ciascun istituto e stabilire quali interventi possano essere concretamente attuati, indicando tempi e priorità”. Il Codacons propone inoltre un piano straordinario per il personale, con il rafforzamento prioritario degli organici negli istituti maggiormente in difficoltà, insieme alla verifica dei sistemi di sorveglianza e delle procedure di sicurezza, con particolare attenzione ai circuiti di Alta Sicurezza.

“Non chiediamo l’ennesimo tavolo nel quale limitarsi a descrivere problemi già conosciuti. Servono obiettivi e tempi precisi, ma la risposta non può essere soltanto repressiva. Un carcere più sicuro deve garantire condizioni di lavoro adeguate agli operatori e condizioni dignitose ai detenuti. Assistenza sanitaria e psicologica, lavoro, formazione e reinserimento devono far parte della stessa strategia. Sicurezza e dignità devono procedere insieme”. – conclude Tanasi.

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