CALTANISSETTA. Riceviamo e pubblichiamo nota di Futura – Costruiamo insieme la Città sulla questione legata all’Ospedale Vittorio Emanuele di Gela, secondo cui la risoluzione dei suoi problemi potrebbe rischiare di indebolire l’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta.
“Bene provvedere a risolvere i problemi dell’Ospedale di Gela, ma nello stesso tempo non si può indebolire l’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. Le vicende che stanno interessando l’ospedale Vittorio Emanuele di Gela sono l’ennesima, inaccettabile dimostrazione di come la sanità della provincia di Caltanissetta venga trattata da troppo tempo. Carenze di personale, difficoltà nell’organizzazione dei servizi e una situazione che ha ormai assunto carattere di emergenza sono il risultato di anni nei quali, invece di programmare e investire, dirottando le risorse sulle strutture sanitarie delle città metropolitane, si è spesso finito per rincorrere le criticità quando queste sono già esplose.
Dall’articolo pubblicato da La Sicilia il 25 agosto emergono alcune delle misure che si starebbero mettendo in campo per il Vittorio Emanuele: dalla rete formativa per l’assunzione degli specializzandi ai concorsi dedicati, dalla ricerca di incentivi per i medici fino ad alcuni trasferimenti di medici da Caltanissetta destinati al Pronto Soccorso, oltre agli interventi di manutenzione in somma urgenza per le stanze di Oncologia.
Se tali notizie dovessero essere fondate, se da una parte riteniamo positivo che finalmente si intervenga, dall’altra non possiamo non porci una domanda: trasferire personale da Caltanissetta a Gela può essere davvero considerata una soluzione? Soprattutto, da quale presidio verranno sottratti questi medici e quali conseguenze produrrà questa scelta sul funzionamento degli altri servizi?
Perché se l’obiettivo è rafforzare il Vittorio Emanuele, siamo i primi a sostenerlo. Ma non possiamo accettare che per farlo si finisca semplicemente con lo spostare le poche risorse disponibili da un ospedale all’altro. Non è una guerra tra Gela e Caltanissetta. Non deve esserlo. Il problema è strutturale e riguarda tutta la provincia.
Il Sant’Elia e il Vittorio Emanuele sono due presidi fondamentali, con funzioni diverse e complementari, e devono essere messi entrambi nelle condizioni di lavorare al meglio. Indebolire il Sant’Elia per tamponare le difficoltà del Vittorio Emanuele non sarebbe una soluzione: sarebbe soltanto lo spostamento del problema e l’attuazione della solita strategia che alimenta la guerra tra poveri.
Servono consistenti investimenti economici, concorsi, incentivi per rendere attrattivo il nostro territorio, formazione, specializzandi e nuove professionalità. Ma serve soprattutto una programmazione che permetta di aumentare complessivamente le risorse disponibili, anziché costringere gli ospedali della provincia a contendersi quelle già insufficienti.
E su questo riteniamo fondamentale il ruolo del sindaco di Caltanissetta Walter Tesauro, nella sua veste di presidente della Conferenza dei sindaci e di presidente del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta. Attraverso la incessante attività del nostro consigliere Armando Turturici verificheremo l’attività della prossima e imminente Conferenza dei sindaci e ci aspettiamo che Tesauro possa portare con forza questa posizione: il potenziamento del Vittorio Emanuele non può avvenire attraverso l’indebolimento del Sant’Elia.
Gela ha diritto a un Pronto Soccorso efficiente, a reparti adeguatamente organizzati e a personale sufficiente. Caltanissetta ha lo stesso diritto. E lo stesso vale per tutti gli altri comuni della provincia. Bisogna costruire una sanità provinciale più forte, mettendo in rete le competenze e potenziando tutti i presidi. Se per rafforzare un ospedale ne indeboliamo un altro, alla fine perde tutta la provincia”.
Futura – Costruiamo insieme la Città

