Picchiato a morte in piazza per un debito di 50 euro, sotto l’occhio indifferente dei passanti. Suscita ancora sgomento a Caserta l’uccisione di Guido Roviello, 62 anni, senza fissa dimora brutalmente aggredito da un altro clochard che poi è stato fermato dalla Guardia di Finanza ed ha ammesso la violenza. Un episodio sul quale interviene il vescovo della città campana, Pietro Lagnese, condannando senza mezzi termini l’atteggiamento di chi ha assistito al pestaggio senza intervenire: c’è stato persino anche chi ha ripreso col cellulare la sequenza di pugni e calci, in un video choc poi diventato virale sul web, ma senza far nulla per aiutare la vittima a difendersi. “Di fronte ad una morte così violenta e insensata, ciò che ancora di più colpisce le coscienze è l’indifferenza di chi ha visto consumare un omicidio così efferato, senza intervenire”, denuncia il vescovo di Caserta. L’aggressione è avvenuta mercoledì 19 agosto, nella centralissima piazza Sant’Anna: Roviello è finito in ospedale dove è morto due giorni dopo per la gravità delle lesioni riportate. Grazie alle riprese della videosorveglianza è stato identificato e fermato il responsabile, un 40enne clochard di nazionalità romena, il quale ha confessato il pestaggio: motivo, ha raccontato, un vecchio debito di 50 euro non ancora saldato. Il gip ha convalidato il fermo e disposto il carcere per l’aggressore, che deve rispondere di omicidio aggravato dai futili motivi. Nel filmato ripreso durante il pestaggio si vede Guido mentre discute con un altro uomo che improvvisamente lo aggredisce, sferrandogli prima un violento colpo che lo fa finire a terra, poi accanendosi su di lui con calci alla testa e al torace. Non contento, l’aggressore solleva la vittima colpendola con un ultimo violentissimo pugno in faccia, prima di allontanarsi indisturbato lasciando l’altro esanime e sanguinante sul selciato. “Dietro le definizioni generiche ci sono persone, storie, volti e dignità che non possono rimanere invisibili o essere spazzati via come un problema di decoro urbano. Guido, con le sue fragilità e il suo grido di aiuto, chiedeva solo di essere visto e ascoltato”, ricorda oggi il vescovo che intende assicurare all’ucciso “una degna sepoltura, come segno di rispetto per la dignità inviolabile di ogni persona”. La storia di Guido è emblematica del baratro in cui esistenze assolutamente ‘normali’ possono precipitare all’improvviso. Il 62enne lavorava come cameriere, poi perse il lavoro, rimase senza casa e finì a vivere in strada. Un uomo buono, sensibile e mite, ricordano i volontari che lo avevano conosciuto, che già nel 2019 aveva subito una pesante aggressione riportando varie fratture. Da quella violenza si era risollevato, grazie anche alla rete di solidarietà del volontariato cattolico. Negli ultimi tempi frequentava la chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Caserta, dove si recava a mensa, e la Comunità di Sant’Egidio dove faceva la doccia e socializzava. Ma la brutalità di chi voleva vendicarsi per un debito di poche decine di euro ha messo fine alla sua esistenza. Pochi giorni fa, sempre a Caserta, sotto il porticato di piazza IV Novembre era stato trovato il cadavere di un homeless, di nazionalità algerina, deceduto presumibilmente per cause naturali. “Entrambe le morti – sottolinea il vescovo Lagnese – sono avvenute in contesti in cui erano evidenti situazioni di sofferenza, incuria e profondo disagio. Non basta un’azione emergenziale né una semplice rimozione dei giacigli: occorre un tavolo di confronto stabile e una rete strutturata”. E soprattutto, che all’impegno delle parrocchie e del volontariato “corrisponda una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte”
Clochard pestato a morte per 50 euro, nessuno lo ha aiutato. Il vescovo: ‘grave l’indifferenza di chi ha assistito senza intervenire’
Lun, 24/08/2026 - 19:24
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