La gestione del verde pubblico a Caltanissetta torna al centro del dibattito. A intervenire è l’avvocato Sergio Iacona, che prende spunto dai recenti comunicati dell’amministrazione comunale relativi agli interventi di manutenzione effettuati in alcuni spazi verdi della città per proporre una riflessione più ampia sulle modalità con cui viene curato il patrimonio verde cittadino.
Iacona precisa di avere evitato fino a oggi interventi pubblici e critiche, nella consapevolezza che le difficoltà nella gestione del verde abbiano origini lontane e non possano essere attribuite esclusivamente all’attuale amministrazione. Problemi che, a suo giudizio, coinvolgono anche la macchina burocratica e, in alcuni casi, le stesse normative vigenti. Gli ultimi interventi e, soprattutto, il modo in cui sono stati presentati lo spingono però adesso a intervenire pubblicamente.
«Leggo i comunicati dell’amministrazione comunale relativi alla manutenzione di alcuni spazi verdi. Ho evitato fino ad ora ogni intervento pubblico anche se in privato ho più volte provato a sensibilizzare il collega Salvatore Licata sulla necessità di un cambio di rotta totale nella gestione del verde cittadino. Ho evitato di rivolgere critiche perché ritengo che molti errori e infinite negligenze siano dovute a problemi di natura atavica, dunque sopravvissuti e incancrenitisi sotto tutte le ultime amministrazioni, e non solo di natura politica. Tanti limiti riguardano la burocrazia e alcuni scaturiscono dalle leggi vigenti.
Riservandomi di approfondire successivamente diversi aspetti in proposito oggi non posso tacere di fronte al rivendicare come opera meritoria ciò che viene fatto tardi e male – afferma l’avvocato Sergio Iacona –. Tardi perché quasi tutti gli spazi verdi sono stati tenuti in uno stato pietoso per più di un anno. Nessuno ha potuto godere di un pomeriggio primaverile o di una domenica di sole in un giardino, in una villa, in un parco. La proliferazione di erbacce e infestanti è stata per mesi sotto gli occhi di tutti.
Male perché ogni potatura fatta ad agosto, peraltro con le temperature davvero proibitive di questi giorni, è fortemente dannosa. Rivendicare come opera virtuosa un intervento radicalmente errato è davvero indicativo di un minimalismo deprimente. Sarebbe stato meglio chiedere scusa del gravissimo ritardo, spiegando i motivi dello stesso, e programmare interventi nei periodi giusti.
Io amo profondamente i giardini, le piante, i fiori – conclude l’avvocato Sergio Iacona – e non riesco ad accettare un approccio così modesto ad un aspetto così importante per la vita dei cittadini».
Una riflessione che pone dunque al centro non soltanto lo stato attuale delle aree verdi, ma soprattutto la necessità di una programmazione capace di superare la logica degli interventi emergenziali. Il verde pubblico rappresenta infatti un elemento importante della qualità della vita urbana e richiede manutenzione costante, tempi adeguati e una visione complessiva che consenta a ville, giardini e parchi di essere realmente fruibili dai cittadini durante tutto l’anno.

