CALTANISSETTA – Un gesto semplice, carico di significato, per rinnovare il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita nell’adempimento del dovere. Nella mattinata di oggi, 2 novembre, in occasione della Commemorazione dei Defunti, il Questore della provincia di Caltanissetta, Marco Giambra, ha reso omaggio alla memoria dell’ispettore superiore Salvatore Falzone e del sovrintendente Michele Pilato, deponendo un omaggio floreale sulle loro tombe, alla presenza dei familiari.
Un momento di raccoglimento e di profonda partecipazione, nel segno di una memoria che, a distanza di oltre vent’anni, continua a essere custodita dalla Polizia di Stato e dall’intera comunità nissena.
Era il 24 giugno 2004 quando Salvatore Falzone e Michele Pilato, entrambi in servizio alla Squadra Mobile della Questura di Caltanissetta, persero tragicamente la vita in un incidente stradale mentre erano diretti a Gela per un’attività investigativa finalizzata alla cattura di un latitante.
Una tragedia che colpì profondamente la Polizia di Stato, lasciando un vuoto incolmabile nelle rispettive famiglie, tra i colleghi e in quanti avevano conosciuto e apprezzato le loro qualità umane e professionali.
A ventidue anni da quel drammatico giorno, il ricordo dei due poliziotti rimane vivo e rappresenta una testimonianza del senso del dovere, dello spirito di servizio e della dedizione con cui ogni giorno gli uomini e le donne della Polizia di Stato operano al servizio della collettività.
La presenza del Questore Marco Giambra accanto ai familiari assume un significato che va oltre la commemorazione istituzionale. È il segno concreto di un legame che il trascorrere degli anni non ha interrotto, di una vicinanza che si rinnova e di una memoria che continua ad appartenere alla grande famiglia della Polizia di Stato.
Nel silenzio e nel raccoglimento davanti alle tombe di Salvatore Falzone e Michele Pilato si rinnova così un messaggio di gratitudine verso due servitori dello Stato che hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio lavoro.
Perché il sacrificio di chi ha indossato una divisa al servizio degli altri non appartiene soltanto al passato, ma continua a vivere nella memoria dei colleghi, nell’affetto dei familiari e nel rispetto di un’intera comunità.

