CALTANISSETTA. Riceviamo e pubblichiamo nota di Fabio Ruvolo (Italia Viva, Casa Riformista Caltanissetta sulla questione legata ai pagamenti in ritardo che si registrano nella Pubblica Amministrazione che mettono sempre in difficoltà chi deve ricevere questi soldi.
“È alla firma del dirigente”. Una frase che troppe imprese, cooperative ed enti del Terzo Settore si sentono ripetere per giorni, a volte per settimane. Dietro quella firma, però, ci sono stipendi, contributi, fornitori, banche, servizi essenziali e famiglie.
Il problema è molto semplice: chi lavora con la Pubblica Amministrazione è chiamato a rispettare scadenze precise e inderogabili, mentre troppo spesso i pagamenti dovuti dagli enti pubblici rimangono sospesi per tempi che sfuggono completamente al controllo di chi, nel frattempo, deve continuare a garantire servizi e occupazione. Per il Terzo Settore questa situazione assume una gravità ancora maggiore. Cooperative ed enti continuano infatti ad assistere anziani, persone con disabilità, minori, donne vittime di violenza e famiglie in condizioni di fragilità anche quando i pagamenti pubblici tardano ad arrivare.
Il risultato è un paradosso che non possiamo più considerare normale: organizzazioni economicamente sane sono costrette a ricorrere al credito bancario per anticipare risorse già impegnate in servizi pubblici, sostenendo anche interessi e oneri finanziari causati da ritardi che nulla hanno a che vedere con la loro capacità gestionale. Italia Viva, Casa Riformista Caltanissetta ritiene che questo sistema non sia più sostenibile. Servono tempi certi, procedure tracciabili, responsabilità chiare e meccanismi che impediscano che un pagamento già istruito e dovuto possa rimanere fermo per settimane in attesa di una firma.
Chiederemo alla politica e alle istituzioni competenti di affrontare il problema attraverso correttivi concreti, con particolare attenzione agli enti che garantiscono servizi di pubblico interesse e che non possono sospendere le proprie attività semplicemente perché la Pubblica Amministrazione tarda nei pagamenti. Questa non è una battaglia contro i dirigenti e non è una battaglia contro la Pubblica Amministrazione. È, al contrario, una battaglia per una Pubblica Amministra zione più efficiente, trasparente, responsabile e rispettosa di chi ogni giorno garantisce servizi, lavoro e bene comune. Perché dietro la frase “è alla firma del dirigente” non può continuare a nascondersi l’incertezza economica di intere organizzazioni e delle persone che vi lavorano. La politica deve intervenire. E noi intendiamo portare questo tema al centro del confronto istituzionale.

