Nel secondo trimestre del 2026 il prezzo medio della Rc auto si è fermato a 422 euro, secondo la rilevazione Iper dell’Ivass sui prezzi effettivamente pagati. Il dato è in aumento dell’1,6% su base annua e in calo dello 0,4% rispetto al primo trimestre. Tenendo conto dell’aumento della variazione annua è negativa, -1,3%, e il premio medio risulta inferiore del 13,6% rispetto al secondo trimestre del 2014. Per i motocicli il premio medio è di 321 euro, in crescita del 6,1% sull’anno. Il 91% dei contratti prevede uno sconto, in media di 212 euro, pari al 38,8% del premio di tariffa.
Il canale agenziale resta il principale, con l’86,7% dei contratti, mentre la vendita diretta pesa il 9,5%. Le variazioni annuali nelle province vanno dal -2,0% al +4,5%: gli aumenti maggiori si registrano a Enna (+4,5%), Pescara (+3,8%) e Roma (+3,5%), i cali a Cagliari (-2,0%), Imperia (-1,0%) e Benevento (-0,8%).
A Napoli si pagano in media 255 euro in più che ad Aosta, ma il differenziale è sceso del 3,5% in un anno e del 46,8% rispetto al secondo trimestre del 2014. La scatola nera perde terreno: è presente nel 16% delle autovetture, contro il 17,2% dell’anno prima, ma resta molto diffusa a Caserta (53,9%) e Napoli (43,1%). A giugno l’Ivass e l’Antitrust hanno avviato un’indagine e una consultazione pubblica sulle critiche concorrenti nel settore Rc auto. La metà delle province ha premi sopra i 396 euro e il quarto più caro supera la media di 422: i prossimi bollettini diranno se la convergenza territoriale continua.

