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Fa credere al marito di essere il padre dei figli avuti col superiore: marescialla dei carabinieri indagata

Redazione

Fa credere al marito di essere il padre dei figli avuti col superiore: marescialla dei carabinieri indagata

Dom, 11/10/2026 - 18:10

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Avrebbe avuto due figli da una relazione extraconiugale con un suo superiore ma avrebbe fatto passare i bimbi per figli del marito, dichiarandoli tali anche all’anagrafe. Per questo una marescialla dell’Arma dei Carabinieri è indagata dalla Procura di Rimini in relazione ai due presunti episodi di alterazione dello stato civile dei propri figli. Al centro dell’inchiesta una relazione extraconiugale con un superiore e le dichiarazioni rese all’ufficiale dello stato civile.

Secondo l’ipotesi accusatoria, la marescialla dei Carabinieri, all’epoca dei fatti sposata con un altro appartenente all’Arma, avrebbe avuto una relazione extraconiugale con un sottufficiale che aveva ricoperto il ruolo di suo comandante di stazione. La donna, secondo l’accusa, pur essendo consapevole della possibilità che i figli concepiti non fossero biologicamente del marito, avrebbe attribuito a quest’ultimo la paternità di entrambi i bambini, inducendolo a ritenere di esserne il padre naturale. La vicenda riguarda due distinti episodi, risalenti rispettivamente al 2023 e 2025, in occasione della formazione dei due atti di nascita.

L’unica indagata è la donna, assistita dall’avvocato Maurizio Bortolotto del foro di Torino. L’ipotesi di reato contestata è quella prevista dagli articoli 48, 81 e 567, secondo comma, del codice penale, in relazione alla presunta alterazione dello stato civile mediante dichiarazioni non veritiere rese al pubblico ufficiale incaricato della formazione degli atti di nascita. Un elemento centrale dell’indagine è costituito dagli accertamenti genetici successivamente effettuati, i cui risultati, secondo quanto riportato nelle imputazioni provvisorie, avrebbero escluso la paternità biologica del marito della donna.

Questi risultati avrebbero contribuito a far emergere una vicenda che, secondo gli inquirenti, non si esaurirebbe in un’infedeltà coniugale ma potrebbe assumere rilevanza penale per le conseguenze prodotte sulla formazione degli atti di nascita e sull’attribuzione della paternità. Gli accertamenti proseguono. Nelle scorse settimane i Carabinieri del nucleo investigativo di Torino, guidati dal tenente colonnello Andrea Romanelli, hanno eseguito una serie di perquisizioni negli alloggi di servizio e nelle caserme dove sono ora in servizio sia la marescialla sia il suo ex comandante.

L’attività investigativa è stata svolta su delega della Procura riminese. Durante le operazioni sono stati sequestrati computer e telefoni cellulari, sui quali saranno svolti gli accertamenti tecnici necessari a ricostruire i rapporti intercorsi tra le persone coinvolte, le eventuali comunicazioni scambiate e le circostanze che hanno preceduto e accompagnato le dichiarazioni rese in occasione delle nascite. L’analisi dei dispositivi elettronici potrebbe consentire agli investigatori di acquisire ulteriori elementi per ricostruire la cronologia della relazione e verificare il grado di consapevolezza della donna rispetto alla paternità biologica dei due bambini

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