Riceviamo e pubblichiamo la nota del consigliere comunale e volontario animalista Armando Turturici, che interviene nel dibattito amministrativo sul randagismo a seguito della risposta fornita dall’assessore Cristian Genovese. Al centro del confronto restano i temi legati alla programmazione degli interventi, alla trasparenza dei dati e allo stato della struttura veterinaria di via Firrio.
Leggo la risposta dell’assessore Cristian Genovese e devo ammettere che mi spiace constatare che si preferisce discutere del presunto tono delle mie dichiarazioni anziché entrare fino in fondo nel merito delle questioni che ho sollevato.
Respingendo ogni tentativo di personalizzare il confronto, ribadisco che il mio intervento non aveva alcun intento provocatorio. Non è mio costume utilizzare argomenti seri per alimentare polemiche fini a sé stesse. Il mio compito di consigliere comunale è quello di controllare l’operato dell’Amministrazione, chiedere conto delle scelte compiute e sollecitare risposte quando queste non arrivano. Se porre domande sul randagismo, sulle risorse impiegate e sui progetti rimasti in sospeso viene considerato provocatorio, allora si rischia di confondere il legittimo esercizio del mandato consiliare con un attacco personale.
Ribadisco che la mia interrogazione consiliare sul randagismo è senza risposta dal mese di aprile. Mi dispiace notare che l’assessore non partecipa più neanche al Question Time, uno strumento istituzionale pensato proprio per consentire ai consiglieri di porre domande e ottenere risposte pubbliche – visionabili dai cittadini – su questioni che interessano la città.
Mi permetto di ricordare che, quando Genovese sedeva tra i banchi del Consiglio comunale come semplice consigliere, era una presenza costante in queste occasioni. Oggi che ricopre il ruolo di assessore, dovrebbe comprendere ancora di più il valore di questo strumento e l’importanza di garantire un confronto trasparente.
Non si può invocare il confronto in Commissione per giustificare il silenzio sulle interrogazioni, né si può trasferire sui consiglieri la responsabilità di una mancata interlocuzione istituzionale. Le Commissioni hanno una funzione, le interrogazioni ne hanno un’altra e il Question Time rappresenta la più importante occasione di confronto pubblico. Nessuna di queste sedi può essere considerata un’alternativa alle altre. In ogni caso, caro Assessore, confido che abbia dimenticato, a causa dei tanti impegni istituzionali, che giorno 6 agosto alle 08:30 ero presente alla seduta della VI commissione in cui abbiamo audito Lei e la dott.ssa Leonardi proprio sul randagismo. Non corrisponde al vero quanto da lei affermato sulle mie assenze in Commissione, anche perché il mio gruppo consiliare è stato sempre presente quando c’è stata una sua audizione.
Entrando nel merito della risposta dell’assessore, prendo atto degli interventi annunciati. Tuttavia, leggendo quanto dichiarato, emerge un elemento evidente: si parla soprattutto di attività da avviare, progetti in elaborazione e impegni per il futuro, senza indicare un cronoprogramma preciso, scadenze verificabili, atti amministrativi già adottati o risultati concreti raggiunti.
Sui controlli contro l’abbandono degli animali, Genovese riferisce di interlocuzioni con altri assessori e con i vertici delle forze dell’ordine. Bene. Ma quando inizieranno effettivamente i controlli programmati? Con quale frequenza? In quali aree? Con quali modalità di coordinamento e quali risultati si intendono rendicontare alla città?
Sul sito comunale dedicato alle adozioni, l’assessore annuncia la creazione e la gestione di una sezione aggiornata con fotografie e schede degli animali ospitati in canile. È un’iniziativa utile, ma non nuova: si tratta di una proposta già avviata nel percorso amministrativo precedente. Vorrei quindi sapere a che punto sia realmente il progetto, chi se ne stia occupando e soprattutto entro quale data sarà accessibile ai cittadini.
Anche il progetto di sensibilizzazione nelle scuole viene descritto come ancora in fase di elaborazione. Condivido pienamente l’importanza dell’educazione al possesso responsabile degli animali, ma anche in questo caso mancano indicazioni: quali istituti saranno coinvolti, quando partiranno gli incontri, quante attività sono previste e con quali risorse?
C’è poi una questione che merita chiarezza. Nella relazione annuale del sindaco, per quanto riguarda le attività sul randagismo, rilevo una sostanziale riproposizione del testo già predisposto dall’assessora Matilde Falcone, con la sostituzione della firma e l’attribuzione della relazione all’attuale assessore. È quindi legittimo domandarsi quale sia il contributo effettivamente apportato dalla nuova delega e quali risultati ulteriori siano stati conseguiti.
La continuità amministrativa è indispensabile. Ma è necessario distinguere ciò che è stato progettato e avviato in precedenza da ciò che è stato concretamente realizzato nell’attuale mandato.
L’assessore afferma che il lavoro prosegue quotidianamente in collaborazione con volontari accreditati e personale preposto. Prendo atto di questa dichiarazione, ma è possibile sapere con quali associazioni e con quali volontari sta collaborando concretamente l’assessore? Quali incontri sono stati organizzati? Quali tavoli di coordinamento sono attivi? Quali proposte provenienti dal territorio sono state recepite?
Le segnalazioni che mi arrivano raccontano una situazione diversa, con volontari che lamentano difficoltà nel ricevere risposte e che, in alcuni casi, sono costretti a ricorrere persino ai social network per richiamare l’attenzione dell’assessore e sollecitare un intervento.
È significativo, inoltre, che proprio in questi giorni un’associazione nissena abbia dovuto recarsi a Delia per sottoscrivere un protocollo d’intesa, trovando altrove un’opportunità di collaborazione che avrebbe meritato di essere valorizzata anche nella propria città.
Nel maggio 2026 lo stesso assessore Genovese ha partecipato a un incontro sul randagismo organizzato dall’Amministrazione comunale di Delia, definendolo un incontro di spessore. Mi fa piacere che abbia riconosciuto il valore di quell’iniziativa. Ma allora perché iniziative analoghe, capaci di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, associazioni e volontari, non sembrano trovare spazio con la stessa evidenza a Caltanissetta?
Il passaggio più delicato della risposta dell’assessore riguarda la struttura veterinaria di via Firrio.
Genovese afferma che, sin dal suo insediamento, ha affrontato la questione con la Giunta, che era stata data priorità alla ristrutturazione dei locali e che l’inizio dei lavori era previsto per la fine di settembre. Aggiunge, inoltre, che l’ASP avrebbe scelto di trasferire temporaneamente il servizio presso proprie sedi, in attesa della consegna dei locali comunali dell’ex scuola rurale, precisando che il protocollo d’intesa rimane pienamente valido.
Innanzitutto, se l’avvio dei lavori era previsto per la fine di settembre, l’assessore chiarisca se siano effettivamente iniziati, quali interventi siano stati affidati, con quali risorse e secondo quale cronoprogramma si preveda di completarli. La scadenza indicata è trascorsa: oggi occorre fare il punto sullo stato reale dell’intervento.
In secondo luogo, vorrei capire meglio il riferimento alla scelta dell’ASP di trasferire temporaneamente il servizio presso proprie sedi, in attesa della consegna dei locali comunali dell’ex scuola rurale.
L’ASP si è organizzata con una propria sede e ha sostenuto, per quanto mi risulta, investimenti significativi per rendere operativo il servizio. Davvero l’assessore ritiene che, una volta che il Comune avrà finalmente consegnato la struttura, il trasferimento possa avvenire con semplicità e senza ulteriori valutazioni organizzative, logistiche ed economiche? E soprattutto, quando avverrà questa consegna?
L’assessore non può limitarsi a dire che il protocollo resta valido. Un protocollo, per quanto importante, non garantisce da solo la realizzazione di un progetto. Occorre sapere se l’ASP abbia confermato concretamente le modalità di collaborazione previste, quali siano oggi gli accordi operativi, quali investimenti siano stati effettuati dalle parti e quali condizioni debbano essere soddisfatte affinché la struttura possa essere effettivamente utilizzata.
Se l’ASP ha già organizzato altrove il servizio, è indispensabile comprendere quali conseguenze comporterà la futura consegna dei locali comunali e se esista un percorso condiviso.
Via Firrio avrebbe potuto rappresentare un punto di riferimento per le sterilizzazioni, la gestione degli animali vaganti, il primo soccorso e il coordinamento dei servizi veterinari, con ricadute importanti anche per il contrasto al randagismo felino. Non vorrei che un progetto nato per rafforzare la capacità di risposta del territorio finisse per restare sospeso tra lavori da completare, locali da consegnare e servizi già organizzati altrove.
Il mio intervento non nasce per fare polemica. Temo che Caltanissetta rischi di perdere un’occasione importante per diventare un riferimento provinciale nella lotta al randagismo.
Il confronto politico può anche essere acceso, ma le risposte devono essere puntuali. Caro assessore, alle parole faccia seguire i fatti, atti amministrativi e un cronoprogramma vero. I cani in canile e per le strade continuano a crescere e Lei è uno degli attori principali che deve arginare questo problema.
Come le ho detto sin dall’inizio del Suo incarico, qualora volesse collaborare con me su una tematica così fondamentale troverà sempre la porta spalancata.
Armando Turturici Consigliere Comunale e volontario animalista

