Il potenziamento della Casa di Comunità di Niscemi, con l’attivazione dei servizi di Psichiatria e Psicologia, rappresenta «una buona notizia e una risposta concreta a un bisogno importante del territorio». A sottolinearlo è l’onorevole Totò Scuvera, che interviene sulla situazione della sanità nella provincia di Caltanissetta, richiamando i risultati raggiunti ma anche la necessità di continuare a vigilare sulle criticità ancora esistenti.
«È un ulteriore segnale del lavoro che si sta portando avanti per rafforzare i servizi sanitari nella nostra provincia», afferma Scuvera, che allarga l’attenzione anche a Gela.
Un percorso che nei giorni scorsi ha interessato l’ospedale Vittorio Emanuele, dove la presenza dell’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso ha permesso di verificare direttamente le condizioni del presidio, affrontare le criticità e assumere impegni precisi. Su questi ultimi è stato fissato anche un termine: trenta giorni.
A questo si aggiunge un risultato già raggiunto: l’ingresso dell’ospedale di Gela nella rete formativa delle Università di Palermo e Catania. Un passaggio che consentirà di rafforzare la presenza dei medici specializzandi e che, secondo Scuvera, costituisce uno degli strumenti attraverso i quali affrontare concretamente la carenza di personale.
«L’attenzione e l’impegno che il governo regionale sta dimostrando e continua a garantire nei confronti del nostro territorio rappresentano un segnale importante, così come gli impegni assunti durante la visita – sottolinea l’onorevole Scuvera –. Tra trenta giorni verificheremo insieme quanto è stato realizzato, proseguendo un percorso che deve tradursi in risposte concrete per la nostra sanità».
Per Scuvera, tuttavia, Niscemi e Gela devono essere inserite in una visione complessiva del sistema sanitario provinciale. Caltanissetta, Mussomeli e Mazzarino, insieme a tutti i presidi e alle strutture sanitarie della provincia, costituiscono tasselli essenziali di un’unica rete. Ogni territorio presenta esigenze e criticità differenti e su ciascuno, evidenzia il parlamentare, occorre continuare a lavorare e investire, mettendo ogni struttura nelle condizioni di svolgere pienamente la propria funzione.
In questo quadro Scuvera ritiene corretto riconoscere anche il lavoro che il direttore generale e la Direzione strategica dell’Asp stanno portando avanti sull’intero territorio provinciale, «in condizioni certamente non semplici».
Un riconoscimento che, precisa, non significa negare i problemi. Le criticità della sanità provinciale restano, a cominciare dalla grave carenza di personale medico che interessa diversi presidi. Alcune hanno carattere strutturale e si sono accumulate nel corso di molti anni, mentre altre sono ormai croniche nell’intera Sicilia.
«Sarebbe sbagliato nasconderle, così come sarebbe sbagliato attribuire all’attuale gestione responsabilità che hanno radici ben più profonde», osserva Scuvera.
Da qui il richiamo anche al ruolo della politica, che deve vigilare, chiedere, pretendere e, quando necessario, criticare, ma «con equilibrio e senso di responsabilità», distinguendo la critica costruttiva dalle contrapposizioni e dalle strumentalizzazioni politiche.
«Queste ultime non portano un medico in più nei nostri ospedali e non migliorano i servizi offerti ai cittadini – evidenzia Scuvera –. Oggi abbiamo bisogno soprattutto di continuare a lavorare. Quando ci sono criticità dobbiamo denunciarle e affrontarle; quando vengono assunti impegni dobbiamo verificarne il rispetto; quando arrivano risultati positivi dobbiamo avere la stessa correttezza nel riconoscerli».
L’obiettivo, conclude l’onorevole, deve essere quello di garantire ai cittadini dell’intera provincia di Caltanissetta servizi sanitari più efficienti e risposte adeguate, considerando la sanità come un sistema unitario che deve funzionare nell’interesse dell’intero territorio.
«Il percorso è lungo e continueremo a vigilare, a chiedere risposte e a lavorare affinché gli impegni assunti diventino fatti – conclude Scuvera –. È su questo terreno, e non su quello delle polemiche, che credo debba misurarsi la politica».

