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L’ultimo viaggio sull’autoscala: così i Vigili del Fuoco hanno accompagnato Alessandro Marchì verso la Cattedrale di Caltanissetta

Redazione

L’ultimo viaggio sull’autoscala: così i Vigili del Fuoco hanno accompagnato Alessandro Marchì verso la Cattedrale di Caltanissetta

Dalla camera ardente allestita al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco fino a Santa Maria La Nova. Il feretro, trasportato su un'autoscala del Corpo, ha attraversato la città scortato dai colleghi in un corteo silenzioso che ha commosso Caltanissetta.
Mar, 28/07/2026 - 14:02

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CALTANISSETTA – Non è stato un semplice trasferimento del feretro. È stato un ultimo viaggio carico di significato, il più difficile e il più doloroso per i Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Caltanissetta.
Dopo l’omaggio reso nella camera ardente allestita all’interno del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, Alessandro Marchì ha lasciato quella che per tanti anni era stata la sua seconda casa a bordo di un’autogrù del Corpo Nazionale. Proprio uno dei mezzi con i quali aveva affrontato emergenze, incendi e interventi di soccorso è diventato il veicolo che lo ha accompagnato verso la Cattedrale di Santa Maria La Nova, dove sarebbero stati celebrati i funerali.
Attorno al feretro, il picchetto d’onore e i colleghi in uniforme. Nessuna parola. Solo il raccoglimento di chi stava accompagnando un fratello, un amico, un uomo che aveva condiviso turni di servizio, sacrifici e momenti difficili.
Il corteo ha lasciato la sede del Comando di viale della Regione, proseguendo lungo viale Conte Testasecca e corso Vittorio Emanuele, fino a raggiungere piazza Garibaldi, davanti alla Cattedrale di Santa Maria La Nova. Un percorso che ha attraversato la città in un’atmosfera irreale, fatta di silenzio, rispetto e profonda partecipazione.


Ad accompagnare quel cammino c’erano il lampeggiare delle luci blu dei mezzi dei Vigili del Fuoco e il passo composto dei colleghi che seguivano il convoglio. Un’immagine di rara intensità, nella quale il Corpo ha scelto di salutare Alessandro Marchì con il linguaggio che più gli appartiene: quello del servizio, della disciplina e della fratellanza.
Lungo il tragitto, tanti cittadini si sono fermati al passaggio del corteo. C’è chi ha osservato in silenzio, chi ha abbassato il capo in segno di rispetto e chi si è fatto il segno della croce. Piccoli gesti spontanei che hanno raccontato il legame tra Alessandro Marchi e la comunità che aveva servito fino all’ultimo giorno della sua vita.
Più che un corteo funebre, è sembrato l’ultimo servizio di un Vigile del Fuoco. Questa volta, però, Alessandro non era diretto verso un’emergenza.

Erano i suoi colleghi ad accompagnarlo, con lo stesso senso del dovere, della dignità e dell’appartenenza che lui aveva incarnato ogni giorno indossando quella divisa.
Quando l’autogrù ha fatto il suo ingresso in piazza Garibaldi, davanti alla Cattedrale, il lungo corteo si è fermato. Era terminato il viaggio terreno di un servitore dello Stato, ma iniziava il saluto di un’intera città. Un’immagine destinata a rimanere nella memoria: Alessandro Marchì, accompagnato per l’ultima volta sul mezzo dei suoi Vigili del Fuoco, circondato dall’affetto dei colleghi e dal rispetto di una comunità intera.

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