Ricorre oggi il trentaduesimo anniversario della scomparsa di Nicholas Green, il bambino americano ucciso all’età di appena sette anni durante una rapina. La tragedia avvenne il 29 settembre 1994 mentre la famiglia Green stava viaggiando in auto, sull’autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria per visitare la Sicilia. In Calabria, nei pressi dell’uscita di Soriano Calabro, la loro macchina venne scambiata da alcuni “Ndranghetisti” per quella di un gioielliere locale che, sparando, colpirono alla nuca il piccolo Nicholas. Trasportato in coma al Policlinico di Messina, dopo due giorni veniva dichiarato clinicamente morto. I genitori, pur affranti da un dolore che possiamo solo immaginare, hanno subito autorizzato l’espianto degli organi, permettendo ad altre sette persone di ritornare in mezzo ai propri cari. La generosità e l’altruismo di questa famiglia ha saputo illuminare le nostre coscienze. Nicholas, un bambino solare, pieno di vitalità, strappato alla vita ma restituito alle vite di tante persone che oggi sono in mezzo a noi grazie al dono dei suoi organi. Una legge regionale del 1995 ha istituito nove premi annuali intitolati a Nicholas Green da assegnare per ogni provincia ad altrettanti studenti delle scuole primarie e superiori per lo svolgimento di temi sulla donazione di organi per fini di trapianto. Il 31 Maggio 2006, a Gela, veniva intitolato il Plesso scolastico di via Borromini, allora diretto dal Professore Salvatore Vaccaro, proprio a Nicholas Green. In quell’occasione era presente il padre, Reginald Green.Al momento della scopertura della lapide intitolata a Nicholas, il sig. Green, con le lacrime agli occhi, ha appoggiato la mano sul nome del figlio; a sostenerlo un lungo applauso da parte di tutti i bambini presenti con le loro bandiere in alto con la scritta: “Nicholas sei nei nostri cuori”. Era presente anche Silvia Caruso, un’alunna della V B, che è stata premiata per avere svolto il tema sulla donazione e trapianti di organi. Da un paragrafo tratto dal tema di Silvia si leggeva: “sarà certamente di conforto per i coniugi Green sapere che oggi Nicholas è vivo in Italia: i suoi occhi vedono e il suo cuore batte ancora. Il suo ricordo ci aiuterà a crescere migliori, perché grazie alla solidarietà la nostra coscienza civile cresce e con essa la civiltà di un popolo.” All’inizio degli anni ‘90 l’Italia si classificava agli ultimi posti per le donazioni di organi, rappresentando il fanalino di coda dell’Europa; dopo la tragedia avvenuta nel 1994 si è verificato un trend positivo dovuto all’effetto Nicholas, che ha sensibilizzato milioni di persone. Ad oggi, infatti, l’Italia si colloca al secondo posto in Europa, solo dietro la Spagna. Domenica, giornata nazionale del Sì alle donazioni, la ricostituita sezione mussomelese dell’Aido, ha voluto essere presente sul territorio per farsi conoscere e continuare a promuovere la cultura della generosità che può salvare sempre più vite. ( Presidente AIDO Mussomeli Salvina Mingoia)


