«Le nuove inchieste che coinvolgono il Cefpas e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia restituiscono un quadro inquietante che, se confermato dagli accertamenti della magistratura, racconta di una gestione della cosa pubblica piegata a logiche clientelari, reti di potere, incarichi distribuiti tra amici, parenti e fedelissimi e utilizzo distorto di risorse destinate alla sanità e alla ricerca. È un’immagine devastante per la Sicilia e per i tanti professionisti onesti che ogni giorno lavorano con serietà nelle strutture pubbliche regionali».Lo afferma la deputata siciliana del M5s Daniela Morfino, commentando le notizie pubblicate in questi giorni sulle indagini della Procura europea e della Procura di Caltanissetta.«Da un lato emerge il cosiddetto “sistema Gallo Afflitto” al Cefpas, con un meccanismo descritto dagli inquirenti come fondato sulla distribuzione di incarichi e consulenze per consolidare consenso e relazioni politiche trasversali. Dall’altro, l’inchiesta dell’EPPO sull’Istituto Zooprofilattico ipotizza un utilizzo irregolare di fondi europei e il conferimento di incarichi esterni per attività che avrebbero potuto essere svolte dal personale interno, con il coinvolgimento di figure legate da rapporti familiari, politici o fiduciari ai vertici dell’ente. Due vicende diverse, ma accomunate da un dato politico evidente: la gestione di enti strategici della Regione sembra essere stata considerata da qualcuno una riserva di potere e non un servizio pubblico al servizio dei cittadini».«Parliamo di organismi che gestiscono milioni di euro di risorse pubbliche, che dovrebbero occuparsi di formazione sanitaria, prevenzione, sicurezza alimentare, ricerca e tutela della salute. Invece, secondo quanto emerge dalle indagini, ci troveremmo davanti a una macchina costruita per alimentare relazioni personali e politiche. È un fatto gravissimo che mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e danneggia l’immagine dell’intero sistema sanitario regionale».«Mentre ospedali e pronto soccorso soffrono carenze di personale, mentre i cittadini attendono mesi per visite ed esami e mentre interi territori vivono emergenze sanitarie quotidiane, apprendiamo di incarichi, consulenze, collaborazioni e sistemi di relazioni che avrebbero drenato risorse pubbliche e mortificato il merito. È una situazione che richiede una reazione immediata e una totale operazione di trasparenza».«I siciliani hanno il diritto di sapere come sono stati utilizzati i fondi pubblici, quali controlli siano stati effettuati, chi abbia autorizzato determinate procedure e perché eventuali anomalie non siano state intercettate prima dall’amministrazione regionale. La Sicilia non può continuare a essere ostaggio di sistemi di potere che si alimentano grazie alle risorse pubbliche. Serve una stagione nuova, fondata su trasparenza, competenza, controlli rigorosi e selezione meritocratica. Chi ha sbagliato deve risponderne fino in fondo. Chi ha governato questi enti deve assumersi le proprie responsabilità politiche».«La sanità pubblica siciliana non può diventare terreno di spartizione. Ogni euro destinato alla salute dei cittadini deve essere utilizzato per migliorare servizi, cure e prevenzione, non per alimentare reti di consenso. Su questo noi manterremo alta l’attenzione, dentro e fuori le istituzioni».Così in una nota la deputa siciliana M5s Daniela Morfino.
Sicilia, Morfino(M5s): “Da Cefpas a Istituto Zooprofilattico, il sistema di potere va azzerato”
Lun, 08/06/2026 - 11:54
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