Ci sono anche alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia tra gli elementi a sostegno dell’accusa nell’indagine che ha portato questa notte all’esecuzione di venti misure cautelari da parte della polizia nei confronti di una organizzazione criminale dedita al narcotraffico e legata al clan mafioso catanese di Mazzei. Le parole dei pentiti hanno consentito di “fare luce – sostiene la procura di Catania – sulle dinamiche interne al clan, sugli affari illeciti gestiti e sui rapporti con le altre famiglie mafiose che operano sul territorio etneo”.
Le indagini, inoltre, hanno portato alla ricostruzione di un tentato omicidio con colpi di arma da fuoco avvenuto il 19 agosto del 2024 in viale Bummacaro. La vittima predestinata era un parente di alcuni esponenti del clan Cappello-Bonaccorsi. Gli investigatori, inoltre, sono riusciti a sequestrare grossi quantitativi di marijuana e cocaina, oltre che di armi riconducibili ai Mazzei. Uno di questi sequestri è stato eseguito in via Fattorini, a Picanello: all’interno di un garage, riconducibile agli indagati, vennero trovati due Kalashnikov, un fucile semiautomatico Beretta, un revolver calibro 38 special con cinque colpi nel tamburo, due revolver S&W calibro 38 special, una pistola semiautomatica Beretta calibro 7.65, una pistola semiautomatica Grand Power, una pistola semiautomatica S&W, una pistola semiautomatica Grand Power, una pistola semiautomatica CZ calibro 9, una pistola semiautomatica calibro 6.35, una pistola mitragliatrice Skorpion calibro 7.65, cinque silenziatori di vari calibri e diverse munizioni. Nello stesso locale erano nascosti oltre undici chili di hashish, 190 grammi di cocaina e 48,2 chili di marijuana. (Dire)

