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Nissa, Giovannone rompe il silenzio: «Il campionato è compromesso, ora pensiamo a salvarci. Se arriva un imprenditore nisseno serio, pronto a cedergli le mie quote»

Redazione

Nissa, Giovannone rompe il silenzio: «Il campionato è compromesso, ora pensiamo a salvarci. Se arriva un imprenditore nisseno serio, pronto a cedergli le mie quote»

Dopo l'ennesima sconfitta e le tante manifestazioni di affetto ricevute dai tifosi, il patron interviene con un video: «Sono il più arrabbiato di tutti, continuo a investire milioni. Basta isterismi, rischiamo di retrocedere». Fiducia confermata all'allenatore e al figlio Lorenzo. E sul futuro societario apre a una possibile svolta.
Lun, 26/10/2026 - 13:26

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CALTANISSETTA – Doveva essere la stagione delle grandi ambizioni, quella in cui la Nissa avrebbe dovuto recitare un ruolo da protagonista assoluta nella corsa alla promozione. Invece, domenica dopo domenica, il sogno sembra essersi progressivamente allontanato, lasciando spazio alla delusione, all’amarezza e a un crescente malumore tra i sostenitori biancoscudati. L’ennesima sconfitta rimediata ieri ha ulteriormente appesantito un clima già difficile, mentre la classifica racconta una realtà ben lontana dalle aspettative della vigilia.

Eppure, proprio nelle ore successive all’ultima battuta d’arresto, a Caltanissetta si è registrato anche un altro fenomeno, certamente significativo. Sui social si sono moltiplicati i messaggi di solidarietà, affetto e riconoscenza nei confronti del patron Luca Giovannone. Dai dirigenti della società ai semplici tifosi, in tanti hanno voluto manifestare pubblicamente la propria stima verso un imprenditore che, negli ultimi anni, ha investito risorse economiche importanti, energie e passione per riportare la Nissa ai livelli che la sua storia merita.

Giovannone, del resto, non ha mai nascosto il suo innamoramento per Caltanissetta e per quella maglia biancoscudata che ha scelto di sostenere con investimenti considerevoli. Un legame che va oltre i risultati del campo e che una parte importante della tifoseria continua a riconoscergli, anche in una stagione nella quale, nonostante gli sforzi economici e una rosa costruita per vincere, i risultati sono stati finora profondamente deludenti.

Oggi, lunedì 26 ottobre, è stato proprio il patron a rompere il silenzio attraverso un lungo video rivolto direttamente ai sostenitori della Nissa. Un intervento senza troppi giri di parole, nel quale Giovannone ha affrontato le difficoltà della squadra, le contestazioni, le responsabilità tecniche e persino il proprio futuro alla guida della società.

«Se qualcuno schiuma di rabbia perché quest’anno ormai quasi sicuramente non vinceremo il campionato, tenga presente che più arrabbiato di tutti sono io, che ci sto mettendo anche quest’anno milioni per questa squadra», ha esordito Giovannone.

Parole che fotografano tutta l’amarezza di chi aveva immaginato una stagione completamente diversa. Il patron non cerca giustificazioni, riconosce che il campionato sta prendendo una piega negativa e invita l’ambiente a prendere coscienza della situazione.

«È un campionato dove sta andando tutto storto. Reazioni isteriche di qualcuno stanno destabilizzando la squadra. Dobbiamo portare avanti il campionato dignitosamente e cercare i punti per la salvezza prima possibile. Se lasciamo il gruppo squadra in balia dell’isteria che c’è intorno, rischiamo veramente di far retrocedere questa nostra amata Nissa».

Un passaggio particolarmente significativo, perché segna anche un ridimensionamento degli obiettivi stagionali. Dalla corsa al vertice alla necessità di mettere al sicuro la permanenza in Serie D. Una prospettiva che soltanto pochi mesi fa sarebbe apparsa difficilmente immaginabile.

Giovannone si è soffermato anche sul rendimento dei calciatori, richiamando l’episodio dell’espulsione di Dall’Oglio nella partita di ieri e sottolineando come l’attaccamento alla maglia debba essere dimostrato soprattutto attraverso le prestazioni.

«L’attaccamento alla maglia deve essere dimostrato giocando bene in campo per 90 o 95 minuti e facendo punti. Per fare punti bisogna vincere qualche partita», ha osservato il patron, ricordando come alcuni protagonisti della passata stagione, confermati proprio per costruire una formazione competitiva, siano oggi difficilmente riconoscibili.

«Abbiamo confermato i giocatori intorno ai quali ritenevamo di poter costruire una squadra vincente e invece sono irriconoscibili. Però stiamogli vicino, lasciamoli allenare serenamente e vedrete che entreranno in forma, guariranno dagli infortuni e riusciranno a ottenere quello che ci serve».

Il presidente ha quindi ribadito che la società non intende fermare gli investimenti. Tra le novità annunciate, il ritorno del portiere Mirko Castelnuovo, protagonista della scorsa stagione.

«La società continua a investire. Ora abbiamo investito nel ritorno di Mirko Castelnuovo, il portiere che ha fatto il record dell’anno scorso. Bentornato Mirko», ha dichiarato, precisando tuttavia che le responsabilità dell’attuale situazione non possono essere attribuite esclusivamente agli estremi difensori.

Giovannone ha infatti difeso il portiere sceso in campo nell’ultima partita, ricordando come sia stato tra i migliori e abbia anche neutralizzato un calcio di rigore.

Non meno netto il passaggio dedicato alla guida tecnica e alla direzione sportiva. Il patron ha escluso nuovi ribaltoni e confermato piena fiducia nell’allenatore Moschella e nel direttore sportivo Lorenzo Giovannone, suo figlio.

«Criticare l’allenatore, già il secondo che mettiamo, criticare il direttore sportivo, criticare la società non risolve niente. In campo ci vanno i calciatori. Non possiamo cambiare dieci allenatori. Questo allenatore non ha colpe», ha affermato.

Ancora più categorica la posizione sul direttore sportivo: «Non cambierò il direttore sportivo. Finché rimango io, il direttore sportivo resterà Lorenzo Giovannone, perché non c’è nessun direttore sportivo al mondo che possa avere più fiducia di quella che ha Lorenzo Giovannone, cioè mio figlio».

Un messaggio inequivocabile, destinato a chiudere, almeno nelle intenzioni del patron, ogni discussione su eventuali cambiamenti nell’organigramma societario.

Nel suo intervento Giovannone ha affrontato anche la richiesta, avanzata da alcuni sostenitori, di dare maggiore spazio ai giovani del vivaio.

«Qualcuno dice di far giocare le giovanili, ma se facciamo giocare le giovanili in Serie D le perdiamo tutte e rischiamo di retrocedere», ha spiegato, rivendicando contemporaneamente gli ottimi risultati ottenuti dal settore giovanile nelle diverse categorie.

Secondo il presidente, i ragazzi devono continuare il loro percorso di crescita senza essere caricati prematuramente delle responsabilità della prima squadra. Sarà eventualmente l’allenatore Moschella, quando lo riterrà opportuno, a decidere chi potrà compiere il salto.

Ma il passaggio probabilmente più delicato e destinato a far discutere riguarda il futuro della proprietà della Nissa.

Giovannone ha raccontato di aver letto sui social un commento particolarmente duro nei suoi confronti: «Non sei nisseno, vattene».

Una frase che avrebbe potuto liquidare come un’offesa personale e alla quale, invece, ha scelto di rispondere con una riflessione che apre scenari fino a oggi difficilmente ipotizzabili.

«Io guardo anche in questo qualcosa che può essere vero. Se ci sarà qualche imprenditore nisseno valido, serio, potrò lasciargli le mie quote, perché un imprenditore nisseno sicuramente può fare cose che io non sarò mai in grado di fare».

E ancora: «Se arriverà un imprenditore nisseno valido, questo tifoso che dice “non sei nisseno, vattene” sarà contento e quindi potrebbe essere una svolta per migliorare le cose. Guardo il fatto positivo anche in questa frase che potrebbe sembrare oltraggiosa».

Parole che non rappresentano un annuncio di disimpegno immediato, ma costituiscono certamente un’apertura importante. Per la prima volta, nel pieno di una stagione complicata, il patron prospetta pubblicamente la possibilità di lasciare le proprie quote a un imprenditore del territorio che possa garantire serietà e capacità di gestione.

Un’affermazione che inevitabilmente alimenterà il dibattito cittadino, anche perché arriva da chi, fino a oggi, ha rappresentato il principale punto di riferimento economico e progettuale della società biancoscudata.

Prima di concludere, Giovannone ha rivolto un ultimo appello ai tifosi, invitandoli a sostenere la squadra nel prossimo impegno casalingo contro la Pro Favara.

«Ci vediamo domenica allo stadio contro una forte Pro Favara. Non sarà facile, ma sicuramente i nostri calciatori onoreranno la maglia».

Resta dunque una situazione sportiva complessa, che nessuno può nascondere. I risultati non arrivano, le aspettative sono state profondamente disattese e la delusione dei tifosi è comprensibile, soprattutto alla luce degli investimenti effettuati e delle ambizioni dichiarate all’inizio della stagione.

Ma sarebbe altrettanto ingeneroso dimenticare quanto Luca Giovannone abbia fatto in questi anni per la Nissa e per Caltanissetta. Il calcio, talvolta, sfugge anche alle programmazioni più ambiziose: non sempre investire tanto significa vincere, non sempre una squadra costruita con giocatori di valore riesce a esprimere sul campo il proprio potenziale.

Le numerose manifestazioni di affetto arrivate ieri dimostrano che una parte significativa della città sa distinguere la delusione sportiva dalla riconoscenza verso chi ha creduto concretamente nel progetto biancoscudato.

Adesso, però, servono soprattutto risposte sul terreno di gioco. Perché la fiducia, la stima e l’affetto rappresentano un patrimonio prezioso, ma la Nissa ha bisogno di tornare a vincere, ritrovare serenità e allontanare ogni pericolo di classifica.

E forse è proprio questo il messaggio più importante che emerge dalle parole di Giovannone: la promozione, ormai, appare un obiettivo quasi irraggiungibile, ma c’è ancora una stagione da portare a termine, una categoria da difendere e soprattutto una maglia da onorare.

Quella maglia biancoscudata che, al di là delle sconfitte e delle polemiche, continua a rappresentare una passione profonda per un’intera città.

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