CALTANISSETTA. «L’ambiente digitale, l’intelligenza artificiale elabora ciò che ha acquisito, i dati con cui è stata alimentata. Quindi significa che io metto dentro informazioni che mi interessano, ma nel contempo ne viene in parte compromessa l’oggettività». Così mons. Onofrio Castelli ha parlato dei rischi del mondo digitale, confrontando l’intelligenza umana e quella digitale, nella sua prolusione per l’inaugurazione dell’anno accademico 2026/2027 all’Istituto «Don Sorce» di Casa Rosetta, che tiene a Caltanissetta un corso triennale di baccalaureato in Scienze dell’educazione, affiliato alla Pontificia Facoltà Auxilium di Roma.
Don Onofrio Castelli ha subito invitato l’uditorio alla riflessione, richiamando la Magnifica Humanitas, l’enciclica di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale: «La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme» (MH 1, pag. 3). E ancora, nell’ambiente digitale è centrale riconoscere il limite dell’IA: i sistemi intelligenti artificiali «possono imitare linguaggi, comportamenti, valutazioni, possono simulare empatia o comprensione, ma non capiscono ciò che producono» (MH 99, pag. 47), perché il loro apprendimento «è un adattamento statistico a partire da dati e riscontri, che può essere molto efficace, ma non implica una crescita interiore» (MH 99, pag. 18). Concludendo, don Onofrio ha invitato gli studenti a essere protagonisti della propria storia, restare fedeli alla verità, investire nell’educazione, curare le relazioni e amare la giustizia e la pace.
In apertura il presidente di Casa Rosetta, dr. Giorgio De Cristoforo ha rivolto un saluto di benvenuto a studenti, genitori e docenti sottolineando l’importanza dell’impegno di Casa Rosetta nella conduzione di un corso di alta formazione, in coerenza con la sua missione di servizio alla persona e di valorizzazione delle professioni di cura. Il presidente, inoltre, ha espresso la propria soddisfazione nel contributo che Casa Rosetta apporta allo sviluppo locale e alla crescita culturale del nostro territorio, soprattutto perché rappresenta un punto di riferimento per i giovani e gli adolescenti che intendono maturare esperienze di crescita personale e professionale.
La preside della Pontificia Auxilium, suor Piera Ruffinatto, si è soffermata sul valore educativo di Casa Rosetta, riconosciuto dalla comunità, in continuità con la visione del fondatore, don Vincenzo Sorce, un’opera fondata su tre riferimenti-cardine: la vicinanza verso le persone più fragili, la formazione quale strumento di crescita continua e la spiritualità quale base per la riflessione educativa e lo sviluppo locale. Alla giornata hanno partecipato le matricole dell’anno accademico 2026-2027 insieme ai loro genitori, gli studenti del secondo e del terzo anno accademico, i docenti del corso di baccalaureato, i giovani del Servizio Civile Universale e gli operatori socio-sanitari di Casa Rosetta. L’auspicio e l’invito rivolto alle studentesse e agli studenti IDS impegnati nella costruzione di professioni di cura, è quello di riconoscere il valore delle relazioni umane e della reciprocità, mettendo la persona al centro della cura, senza mai sostituire il pensiero, la riflessione e la coscienza con elaborazioni artificiali che tentano di imitarne la profondità.

