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Depositato anche a Caltanissetta il ricorso contro la legge elettorale

Redazione 1

Depositato anche a Caltanissetta il ricorso contro la legge elettorale

Lun, 26/10/2026 - 22:21

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CALTANISSETTA. La Rete per un voto libero e uguale è un’associazione e coordinamento di costituzionalisti, giuristi, avvocati e associazioni della società civile (tra cui Libertà e Giustizia e i Giuristi Democratici), nata per contestare la legittimità costituzionale della nuova legge elettorale italiana (spesso chiamata Stabilicum o Melonellum), approvata l’8 ottobre 2026 (nella foto).

La strategia e i dettagli dell’azione legale sono stati illustrati dai coordinatori dell’iniziativa — tra cui i costituzionalisti Roberto Zaccaria, Enrico Grosso e Anna Falcone — il 12 ottobre scorso presso la Camera dei Deputati. Lo Stabilicum/Melonellum, il 24 ottobre è entrato ufficialmente in vigore, dopo i 15 giorni dalla pubblicazione. Ieri, 26 ottobre 2026, più di 100 avvocati volontari coordinati dal dall’avvocato Pietro Adami hanno depositato contemporaneamente i ricorsi in tutte le Corti d’Appello d’Italia.

Una mobilitazione enorme sostenuta complessivamente da oltre 500 firmatari del mondo della cultura, del diritto e della società civile, insieme a tutte le opposizioni unite. Il ricorso, presentato in 26 città italiane, è stato presentato anche nella città di Caltanissetta, dall’Avv. Giovanni Annaloro e dall’Avv. Ilenia Grottadaurea, ricorso che è stato sottoscritto da 13 cittadini elettori del nostro Distretto di Corte d’Appello. Con il ricorso si intende sollecitare l’intervento della Corte Costituzionale, affinché dichiari l‘incostituzionalità della recente legge elettorale approvata a maggioranza dal Parlamento.

Questi, secondo i firmatari, i profili di incostituzionalità che sono stati rimarcati in una nota inviata in redazione dall’avvocato Giovanni Annaloro, Responsabile per Distretto di Corte di Appello di Caltanissetta:

1.Il Premierato surrettizio: Viene inserito il nome del candidato premier direttamente sulla scheda elettorale usando una legge normale.

Si vuole decidere chi comanda aggirando le regole della Costituzione e svuotando i poteri del Presidente della Repubblica senza fare una vera riforma parlamentare.

2. Il premio di maggioranza truccato: Viene regalato un pacchetto fisso di 70 deputati e 35 senatori a chi supera la soglia del 42%.

chi vince anche di pochissimo si prende quasi tutto il Paese, sballando completamente il principio secondo cui il voto di ogni cittadino deve pesare uguale.

3. L’incertezza del voto e i parlamentari fantasma: I meccanismi di assegnazione dei seggi sono così contorti che l’elettore non può sapere chi verrà eletto davvero.

L’elettore vota un candidato convinto di eleggere lui a Roma, ma per colpa di un algoritmo matematico assurdo il voto finisce per far eleggere un altro politico in un’altra città.

4. I soliti capilista bloccati: Si usano le preferenze a metà e il trucco delle candidature multiple.

All’elettore si fa credere di poter scegliere il candidato, ma alla fine decidono sempre i segretari dei partiti a Roma chi verrà eletto in Parlamento piazzando i loro “fedelissimi” in cima alla lista.

5. Il bavaglio alle nuove liste: L’obbligo di raccogliere ben 6.000 firme per ogni singolo collegio (prima erano solo 1.500) per chi non è già presente in Parlamento.

Viene alzata una barriera insormontabile per impedire ai cittadini e alle nuove forze politiche di potersi candidare, blindando le poltrone dei soliti noti.

5. Parità di genere calpestata: Non c’è una reale alternanza uomo-donna nelle liste e mancano tutele serie.

Viene tagliata fuori, nei fatti, una reale e paritaria rappresentanza delle donne in Parlamento.

6. Il voto all’estero nel mega-calderone: è stato unificato il voto degli italiani all’estero in un unico gigantesco collegio mondiale al Senato. Per La Rete per un voto libero e uguale

Il Responsabile per Distretto di Corte di Appello di Caltanissetta – Avv. Giovanni ANNALORO.

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