Salute

Carceri: sindacati, olio bollente su un ispettore a Trapani

Redazione

Carceri: sindacati, olio bollente su un ispettore a Trapani

Ven, 04/09/2026 - 19:46

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Un ispettore di polizia penitenziaria del carcere di Trapani e’ rimasto ustionato dopo essere stato colpito alla testa da olio bollente gettato dall’alto. L’olio sarebbe stato lanciato dal reparto Mediterraneo, soprastante il punto in cui il poliziotto stava passando: l’uomo, comunicato i sindacati, ha riportato lesioni che hanno reso necessario il ricorso al pronto soccorso dell’ospedale di Trapani, dove gli e’ stata data una prognosi di 15 giorni. L’episodio si è inserito in un contesto di ripetute violenze che in Sicilia avevano visto in rapida successione una protesta all’istituto penale minorile Malaspina di  Palermo, dove e’ stata rimossa la direttrice, e la rivolta al carcere Cavadonna di Siracusa.

Le organizzazioni degli agenti protestano in coro: “Non e’ una semplice aggressione: e’ un vile tentativo di omicidio, premeditato e consumato con ferocia inaudita”, commenta Mimmo Nicotra, presidente nazionale della Confederazione sindacati penitenziari (Consipe). “Siamo di fronte all’ennesimo atto di una vera e propria guerra dichiarata contro la penitenziaria – aggiunge -. La Sicilia e’ ormai una polveriera a cielo aperto. A Siracusa i custodia sono saliti sui tetti, sono state devastate sezioni, distrutte telecamere ei colleghi sono stati costretti a lanciarsi dall’alto, dopo essere stati aggrediti violentemente. Decine di loro sono finiti in ospedale”. “Se da Roma e dal provveditorato regionale siciliano non arriveranno risposte immediate e atti tangibili entro le prossime ore – conclude Nicotra – il Consipe proclamera’ lo stato di agitazione nazionale e promuovera’ clamorose iniziative di protesta a tutela della vita e della dignita’ dei colleghi. La polizia penitenziaria non fara’ piu’ da scudo umano all’inerzia dello Stato”.

Anche il Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria, denuncia in una nota “l’ennesimo episodio di violenza ai danni di chi garantisce quotidianamente sicurezza all’interno degli istituti penitenziari, spesso in condizioni operative estremamente difficili e con strumenti di tutela non adeguata alla crescente aggressivita’ di una parte della popolazione detenuta”. Donato Capece, segretario generale del Sappe, ricorda che “quello che è accaduto a Trapani e’ di una gravità assoluta. Non possiamo continuare a considerare episodi come questo quasi come una normale conseguenza del lavoro penitenziario. Non e’ normale che un poliziotto debba affrontare aggressioni di questo genere senza disporre di strumenti adeguati per proteggere se stesso ei colleghi”. “L’episodio di Trapani – aggiunge il dirigente del Sappe Gaspare D’Aguanno – dimostra ancora una volta quanto sia alto il livello di rischio cui sono esposti quotidianamente i nostri colleghi. L’olio bollente non e’ una semplice forma di protesta: e’ un’aggressione potenzialmente devastante, capace di provocare ustioni e conseguenze fisiche anche molto gravi. Oggi contiamo 15 giorni di prognosi, ma poteva andare molto peggio”.

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