CALTANISSETTA. L’Istituto comprensivo M.L.king di Caltanissetta, diretto dalla prof.ssa Daniela Rizzotto, è stato selezionato al Festival dell’Innovazione scolastica a presentare l’esperienza d’innovazione didattica del progetto “Scuola, persona, IA: la sfida. L’evento si svolgerà a Valdobbiadene alla presenza delle massime autorità del mondo della scuola. Questo evento mira a mostrare le best practices nel mondo scolastico creando una rete di condivisione e scambio di esperienze tra scuole provenienti da tutta Italia nell’ottica di una crescita personale.
La scuola è stata selezionata per la categoria “Esperienza didattica avanzata” ed avrà la possibilità di presentare attraverso dei poster preparati dalla prof.ssa Pelonero, il percorso ai partecipanti all’evento. Il precorso, la cui referente è la professoressa Marilena Pelonero, coadiuvata dalla prof.ssa Testaquatra e con la collaborazione delle prof.sse Scalzo Angela e Rizzari Tiziana, è un progetto di Service Learning e ricerca-azione che trasforma gli studenti da fruitori passivi a creatori di cultura. La scelta di accostare questi tre elementi coglie perfettamente il cuore pulsante del progetto, e il motivo è racchiuso nella struttura stessa della frase:
- Scuola: rappresenta l’istituzione, il contesto educativo, la “regia” dei docenti e la sinergia con il territorio di Caltanissetta.
- IA: rappresenta lo strumento, l’innovazione tecnologica, il mezzo digitale che viene dominato e non subìto (i prompt cartacei, Suno, Gemini).
- Persona: è l’elemento centrale, il fulcro di tutto. Mette in primo piano l’alunno con le sue fragilità e le sue potenzialità, l’inclusione, la memoria storica del minatore e l’umanità che l’algoritmo non potrà mai sostituire.
- La sfida: sintetizza l’approccio critico e la scommessa pedagogica. La sfida di non annoiare, la sfida di abbattere il divario digitale e, soprattutto, la sfida di usare la tecnologia per valorizzare l’umano anziché annullarlo.
Gli alunni hanno scelto alcuni temi come lo sfruttamento minorile e la storia dei carusi, la storia dei monumenti di Caltanissetta ed hanno raccolto vari dati, (interviste, foto, particolari). I docenti registi del’attività, per motivare i ragazzi, haoon creato dei materiali con IA (ESCAPEROOOM, GIOCHI) per motivare i ragazzi. Il percorso ha alternato ricerca in aula (cooperative learning) e uscite sul territorio, con un focus critico sull’IA. L’attività si è svolta in varie fasi: preparatoria:( Uso di Escape Room digitali per stimolare l’interesse. Gli alunni hanno visitato il territorio ed indovinato le caratteristiche grazie alle sfide create dai docenti. In classe hanno poi creato dei Prompt cartacei che il docente ha fornito alla IA per realizzare canzoni, libri e una guida turistica. In questo modo gli alunni non sono stati fruitori
passivi della IA ma creatori critici. L’iniziativa ha abbattuto il gap didattico tra alunni con disabilità (anche gravi) e il resto della classe, utilizzando l’IA come strumento di equità per superare barriere cognitive e comunicative. L’esperienza ha risvegliato la motivazione all’apprendimento, valorizzando la persona e trasformando la “noia” delle lezioni tradizionali in un impegno di cittadinanza attiva fruibile da tutta la comunità. Molto importante si è rivelata la fase critica (IA vs Fonti Reali): Attraverso schede di paragone, gli studenti hanno confrontato i testi generati dall’IA con interviste reali (es. al nipote di un minatore) e documenti storici.
L’intelligenza Artificiale non é stato un semplice strumento tecnologico, ma un vero e proprio vettore di equità e inclusione, capace di abbattere le barriere cognitive, comunicative e motivazionali che spesso isolano gli alunni più fragili. L’IA ha agito come un “facilitatore” personalizzato, permettendo anche a tutti di esprimersi e partecipare alla pari con il resto della classe. L’uso di guide fisiche (i prompt cartacei) ha reso l’interazione con l’IA accessibile e strutturata, aiutando gli studenti con difficoltà cognitive a canalizzare le proprie idee e a tradurle in contenuti concreti.
In questo percorso, l’interfaccia diretta con le piattaforme di Intelligenza Artificiale è stata gestita esclusivamente dal docente, che ha agito come mediatore tecnico e pedagogico. Gli alunni hanno espresso le loro idee, emozioni e contenuti attraverso canali analogici e inclusivi (come i prompt cartacei); successivamente, il docente ha inserito quanto prodotto dai ragazzi nei software Questo approccio ha generato un dupliche beneficio: da un lato ha permesso al docente di ricavare materiale didattico altamente personalizzato, calibrato sulle specifiche necessità e potenzialità di ciascun alunno fragile; dall’altro ha consentito di trasformare le intuizioni dei ragazzi in prodotti multimodali (storytelling visivi, canzoni, guide aumentate). Gli alunni con disabilità o fragilità comunicative hanno così potuto beneficiare del canale espressivo più il superamento del divario digitale e delle fragilità è avvenuto grazie a una precisa architettura didattica, dove i ruoli sono stati definiti in modo magistrale per rimettere l’umano al centro del processo tecnologico. Il percorso è stato realizzato in sinergia con la Sovraintendenza ai Beni culturali, il comune di Caltanisetta e l’Università Kore di Enna.
Il precorso, afferma la prof.ssa Pelonero, referente del progetto, è stato molto interessante poiché ha dimostrato come anche l’IA, se ben utilizzata da docenti, puo’ essere uno strumento utile per valorizzare l’umano e non sostituirsi ad esso. L’IA ha sostenuto le fragilità perché non è stata usata per “automatizzare” lo studio, ma per potenziare l’umano. Ha offerto agli alunni fragili le “impalcature” (scaffolding) necessarie per esprimere il proprio potenziale, trasformando la diversità da limite a risorsa creativa per l’intera comunità di Caltanissetta.

