“Quando sono a mare devono essere tutti salvati e trattati bene”. Il luogotenente Antonio Giuliano, 57 anni, in servizio alla guardia costiera di Lampedusa, esprime la stessa profonda convinzione del cardinale Matteo Zuppi: “Bisogna salvare tutti, sono esseri umani”. Una perfetta intesa sul valore della vita e dell’accoglienza, anche se il sottufficiale ammette di non aver mai conosciuto il porporato di Bologna, presidente della Cei. Giuliano è il militare della foto del dicembre 2024, diventata simbolo di umanità, mentre si sfilava le calze per metterle ai piedi freddi di un piccolo migrante bagnato e scalzo, appena sbarcato a molo Favarolo. Un gesto spontaneo che il cardinale Zuppi ha ricordato al meeting di Rimini dicendo “Quella è umanità”. Ma il militare si schernisce con umiltà: “Sono gesti ordinari e naturali. Quando abbiamo una persona che è in difficoltà, non guardiamo né il colore della pelle, né altro. Siamo tutti uguali, tutti esseri umani. Nei giorni scorsi, abbiamo dato una maglietta della guardia costiera a un altro piccino infreddolito: per noi è stato un grande onore vederlo sbarcare sul molo con la nostra maglia”. Per i migranti, la guardia costiera è il simbolo della vita che ricomincia. Tante volte i gruppi di profughi, alla vista di una motovedetta, manifestano entusiasmo e si spostano repentinamente o tentano di richiamare l’attenzione dei militari. Questo talvolta provoca anche il ribaltamento delle imbarcazioni, cadute in mare e ovviamente soccorsi immediati. Sulla motovedetta Cp324, a Lampedusa, dove Giuliano presta servizio, gli equipaggi affrontano quotidianamente sfide complesse: dai salvataggi fatti col mare agitato ai parti a bordo, come quando hanno assistito fino all’arrivo in porto una donna incinta che stava partorendo. “Il merito va distribuito a tutti gli equipaggi, alla centrale operativa che ci coordina e a chi opera a terra”, insiste Giuliano. Lampedusa è una frontiera complessa ma straordinaria sotto il profilo umano: “C’è un contatto umano differente rispetto alle altre zone, quello che succede qua uno se lo porta appresso per tutta la vita. Il fenomeno degli sbarchi è calato del 70%, se non dell’80%, rispetto agli anni passati. Ma non possiamo mai sapere, quindi stiamo sempre in allerta”. Il sottufficiale, che fra tre anni andrà in pensione, si prepara, assieme alla moglie che lo ha sempre supportato e che è orgogliosa di lui, al trasferimento alla guardia costiera di Portopalo di Capo Passero (Siracusa). Lascerà l’isola portando con sé l’immenso patrimonio di fratellanza vissuto ogni giorno coi colleghi e celebrato da papa Leone durante la sua visita a Lampedusa: “C’è una sinergia incredibile qua, il supporto e l’aiuto che fra noi colleghi ci siamo sempre dati non lo dimenticherò mai”.
Si tolse calze per darle a bimbo migrante, ‘gesti ordinari’. Il luogotenente Giuliano citato da Zuppi, ‘quando sono a mare devono essere tutti salvati
Lun, 24/08/2026 - 19:16
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