SERRADIFALCO – Ieri, venerdì 6 novembre 2026, la Città di Serradifalco ha celebrato la solennità liturgica del suo Patrono, San Leonardo Abate, rinnovando un legame di fede, storia e devozione profondamente radicato nell’identità cittadina. Al centro della celebrazione, in Chiesa Madre intitolata al Santo Patrono, l’invito dell’Arciprete e Vicario Foraneo, don Biagio Biancheri, a riscoprire il valore della responsabilità personale e collettiva nella costruzione di una società capace di custodire la dignità dell’essere umano, promuovere la giustizia e riconoscere nell’altro non un estraneo, ma una persona da accogliere e amare.

“Impegniamoci a costruire la città degli uomini dove Dio abita insieme all’umanità”: un’esortazione che ha costituito il filo conduttore della riflessione dell’Arciprete, proiettando la testimonianza di San Leonardo nelle complesse sfide della contemporaneità. Particolarmente significativo il riferimento alla recente Enciclica «Magnifica Humanitas» di Papa Leone XIV, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Un documento che richiama la necessità di orientare il progresso tecnologico al servizio dell’uomo, evitando che l’innovazione, anzichè favorire la crescita della società, finisca per alimentare nuove forme di disuguaglianza, isolamento e dominio.

In questa prospettiva, l’Arciprete ha richiamato l’attenzione sull’ambiente digitale divenuto ormai parte integrante dell’esistenza quotidiana, delle relazioni e della formazione delle coscienze. Uno spazio che offre straordinarie opportunità di comunicazione e conoscenza, ma che presenta anche rischi da non sottovalutare: la perdita di autenticità nei rapporti umani, la diffusione di informazioni distorte, le nuove dipendenze e la progressiva difficoltà di distinguere ciò che favorisce realmente la crescita della persona da ciò che ne compromette la libertà.

Una riflessione che ha trovato un collegamento diretto con San Leonardo, ricordato dalla tradizione cristiana per la particolare attenzione rivolta ai prigionieri e per il suo impegno a favore della loro liberazione. Se San Leonardo fu amministratore della misericordia di Dio, impegnandosi per restituire libertà e dignità a quanti vivevano nella condizione della prigionia, anche i cristiani di oggi sono chiamati a diventare amministratori e operatori di quella stessa misericordia. Non si tratta soltanto di custodire il ricordo di un Santo vissuto molti secoli fa, ma di raccoglierne concretamente l’eredità, riconoscendo le nuove forme di prigionia che segnano la vita contemporanea: l’indifferenza, l’emarginazione, la solitudine, le dipendenze e tutte quelle condizioni che impediscono alla persona di vivere pienamente la propria dignità e libertà.

Da qui il richiamo alla responsabilità di ciascuno nella costruzione della città. Un compito che non riguarda esclusivamente le istituzioni, ma interpella ogni cittadino, le famiglie, le realtà educative, le associazioni e quanti, attraverso il proprio impegno quotidiano, contribuiscono alla crescita civile e morale del territorio. Costruire la città degli uomini nella quale Dio abita insieme all’umanità significa edificare una convivenza nella quale nessuno venga lasciato indietro, la dignità umana sia riconosciuta e tutelata e il bene comune prevalga sugli interessi individuali.
Alla celebrazione hanno preso parte il Sindaco di Serradifalco, Leonardo Burgio con l’Amministrazione comunale, e le Autorità civili e militari, a testimonianza del legame che unisce la comunità cittadina al proprio Santo Patrono. Significativo il gesto annuale del primo cittadino, che, a nome della Città ha offerto l’olio destinato ad ardere durante tutto l’anno davanti all’immagine di San Leonardo, insieme a un omaggio floreale. Un gesto dal valore simbolico, espressione di una tradizione che continua a unire la dimensione religiosa e quella civile della festa patronale. La fiamma alimentata dall’olio offerto dalla Città diventa così segno visibile di una devozione che non si esaurisce nel giorno della festa, ma accompagna idealmente Serradifalco nel corso dell’intero anno.
La ricorrenza del 6 novembre si è confermata, pertanto, non soltanto un appuntamento del calendario liturgico, ma un’occasione per interrogarsi sull’identità e sul futuro della comunità cittadina. Nel messaggio dell’Arciprete Biancheri emerge una prospettiva precisa: la devozione a San Leonardo trova la sua espressione più autentica quando si traduce in responsabilità, solidarietà e attenzione concreta verso la vita degli altri. È questa l’eredità che la festa patronale consegna a Serradifalco: non limitarsi a celebrare la memoria di un uomo che seppe liberare i prigionieri, ma impegnarsi, ciascuno secondo le proprie responsabilità, affinchè anche oggi possano essere spezzate le catene dell’ingiustizia, dell’egoismo e dell’indifferenza. Perchè una città non diventa grande soltanto per ciò che costruisce, ma soprattutto per l’umanità che riesce a custodire e per la dignità che sa riconoscere a ciascuno dei suoi abitanti.

