“Quello che emerge dall’inchiesta e’ estremamente grave. Le responsabilita’ dovranno essere accertate dalla magistratura, ma le ipotesi investigative impongono gia’ oggi una riflessione che non puo’ essere addolcita. La corruzione e’ una delle forme piu’ odiose di degenerazione della vita pubblica perche’ chi utilizza il potere, le relazioni e le responsabilita’ istituzionali non nell’interesse della collettivita’ ma per perseguire interessi privati tradisce la fiducia dei cittadini. Quando questo accade nella sanita’ la gravita’ e’ ancora maggiore perche’ non si tratta soltanto di denaro o di ricevere utilita’ ma di mettere in discussione il valore di un servizio e un diritto delle persone piu’ fragili”. Lo dice Giorgio Trizzino direttore della Samot, societa’ che da 39 anni ha fatto da apripista nelle cure palliative, in riferimento all’inchiesta della procura di Palermo che ha al suo centro l’ex vicepresidente della Regione, Gaetano Armao, posto agli arresti domiciliari. “Mi colpisce particolarmente che tra le ipotesi investigative vi sia stato il tentativo con presunte pressioni di impedire l’ampliamento dei soggetti autorizzati a erogare cure palliative domiciliari nell’interesse di una realta’ operante nel settore. Se confermata, sarebbe una vicenda di una gravita’ inaudita – aggiunge Trizzino – conosco le cure palliative da quarant’anni e so cosa significano per una persona che affronta la fase piu’ difficile della propria vita e per una famiglia che non vuole essere lasciata sola, potere contare sulla presenza qualificata di operatori che si prendono cura del dolore e della sofferenza. Non hanno nulla a che vedere con rendite di posizione, protezione di mercati o interessi personali. Voglio essere chiaro e affermare con forza che il fine vita, la liberta’ di scelta, la dignita’ della persona e le cure palliative sono questioni di civilta’, mentre la corruzione e’ l’esatto contrario. Non possiamo consentire che vicende di questo genere contaminino il significato di un lavoro costruito in decenni da medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, fisioterapisti, dietisti, logopedisti, operatori sanitari e volontari che ogni giorno assistono i piu’ fragili. La sanita’ non e’ proprieta’ di qualcuno, non e’ un affare privato, non e’ uno strumento per consolidare potere e relazioni. E’ un bene pubblico e chiunque utilizzi la propria posizione per piegarla a interessi personali deve risponderne senza sconti davanti alla giustizia e ai cittadini”. (AGI)
di Redazione 3
Sab, 07/11/2026 - 12:13

