“Per la frana di Niscemi non era un problema di risorse, perche’ il denaro era fermo da 22 anni. Il problema e’ capire perche’ quel denaro non e’ stato tirato fuori e non e’ diventato cantiere”. Cosi’ il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, ospite di “L’Intervista” in onda lunedi’ alle 15 su Rei Tv, tornando sulla frana che ha interessato il centro abitato del nisseno. “Questo e’ il lavoro che la magistratura sta conducendo, di fronte alla quale abbiamo tutti grande rispetto, proprio perche’ ognuno deve rispondere alle proprie scelte”, ha aggiunto. Musumeci e’ indagato dalla procura di Gela quale uno degli ultimi 4 governatori dell’Isola e commissari di governo per l’attuazione delle ordinanze di Protezione civile per la mitigazione del rischio della frana e contro il dissesto idrogeologico: insieme a loro altre 9 persone: l’inchiesta riguarda opere che avrebbero dovuto essere realizzate e non sono state realizzate per mitigare il rischio della frana poi avvenuta nel 2026; rispondono di disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. Musumeci ha sostenuto che, durante la sua presidenza della Regione siciliana, non gli sarebbe mai stata segnalata la situazione di pericolo a Niscemi. “Mi dicono i tecnici che non sarebbe mai arrivata questa segnalazione da parte del Comune”, ha affermato. Il ministro ha ricordato che in Sicilia sono state censite circa 3.500 frane e che durante la sua presidenza sono stati stanziati 420 milioni di euro per il dissesto idrogeologico, dei quali 250 milioni spesi. “Avremmo dovuto capire gia’ 40-50 anni fa che la Sicilia e’ un’isola particolarmente fragile”, ha concluso. (AGI)
di Redazione 3
Sab, 07/11/2026 - 12:13

