Salute

Primo intervento in Italia: uomo affetto da sordità profonda e progressiva recupera l’udito grazie ad un impianto cocleare sottocutaneo con procedura di chirurgia robotica

Redazione 1

Primo intervento in Italia: uomo affetto da sordità profonda e progressiva recupera l’udito grazie ad un impianto cocleare sottocutaneo con procedura di chirurgia robotica

Dom, 08/11/2026 - 23:27

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Un intervento innovativo eseguito al Policlinico di Milano offre a un uomo di 39 anni, affetto da sordità profonda e progressiva, la possibilità di recuperare l’udito senza dover utilizzare dispositivi esterni. Per la prima volta in Italia, un impianto cocleare totalmente sottocutaneo è stato posizionato attraverso una procedura di chirurgia robotica.

Il paziente si chiama Paolo, è padre di famiglia e da tempo convive con una perdita dell’udito di origine genetica, progressivamente aggravata fino a compromettere la sua qualità di vita. Gli apparecchi acustici tradizionali stavano diventando sempre meno efficaci, rendendo necessario valutare una soluzione terapeutica differente. L’équipe del Policlinico ha quindi scelto di utilizzare un impianto cocleare totalmente impiantabile (TICI), una tecnologia introdotta in Italia soltanto da poche settimane. La sua caratteristica principale è l’assenza di componenti visibili: anche il microfono si trova sotto la pelle, senza necessità di indossare apparecchi esterni.

Il dispositivo rileva i suoni attraverso la cute e li trasforma in impulsi elettrici che stimolano la coclea, permettendo alle informazioni sonore di raggiungere il cervello attraverso il nervo uditivo. Il sistema è progettato per consentire un accesso continuo ai suoni, anche durante il sonno o le attività in acqua. L’operazione è stata eseguita da Diego Zanetti, direttore dell’Audiologia del Policlinico di Milano, nell’ambito del dipartimento di Area Chirurgica diretto da Lorenzo Pignataro. Fondamentale anche la collaborazione del neuroradiologo Giorgio Conte e degli specialisti della Neuroradiologia Interventistica, che hanno elaborato le immagini TAC e di risonanza magnetica per individuare l’elettrodo più adatto e supportare la procedura chirurgica.

L’impiego della robotica ha consentito un posizionamento particolarmente preciso dell’impianto, con l’obiettivo di preservare le delicate strutture della coclea e favorire un recupero postoperatorio più rapido. L’intervento, effettuato in anestesia generale, è durato alcune ore. Paolo è stato dimesso dopo appena due giorni e le sue condizioni sono buone. L’attivazione del dispositivo è prevista a circa tre settimane dall’operazione, una volta completata la cicatrizzazione dei tessuti. Il recupero effettivo dell’udito potrà quindi essere valutato successivamente.

Per il paziente, appassionato di sport e attività all’aria aperta, la prospettiva più importante è quella di tornare a vivere pienamente i momenti quotidiani con la famiglia. In particolare, poter ascoltare nuovamente la voce dei propri figli. Secondo il direttore generale del Policlinico di Milano, Nicola Vincenzo Orfeo, l’intervento dimostra come l’integrazione tra ricerca, tecnologie avanzate e competenze specialistiche possa ampliare le possibilità terapeutiche per le persone con gravi problemi uditivi. Il risultato rappresenta un significativo progresso nell’applicazione della chirurgia robotica all’implantologia cocleare. L’accesso a questa tecnologia rimane comunque subordinato a un’attenta valutazione specialistica, necessaria per stabilire l’idoneità del paziente e i benefici attesi.

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