Salute

Sanità, Asp di Caltanissetta. Catania (FdI) “Dai dati dei bilanci 2023–2025: I dati economici: una tendenza che desta preoccupazione”

Carmelo Barba

Sanità, Asp di Caltanissetta. Catania (FdI) “Dai dati dei bilanci 2023–2025: I dati economici: una tendenza che desta preoccupazione”

Dom, 08/11/2026 - 19:36

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Caltanissetta, 7 novembre 2026 – In un momento in cui il dibattito pubblico regionale è concentrato sul disavanzo della sanità siciliana e sulla sostenibilità economica del sistema sanitario, appare necessario accendere i riflettori anche sulla situazione economico-finanziaria dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Caltanissetta. I dati riportati nell’analisi dei bilanci consuntivi relativi al triennio 2023–2025 delineano un quadro che merita attenzione, approfondimento e soprattutto un confronto pubblico serio e costruttivo, fondato su informazioni contabili verificabili e su indicatori concreti relativi all’assistenza sanitaria erogata alla popolazione. Non si tratta di alimentare polemiche o formulare giudizi affrettati, ma di comprendere cosa stia accadendo, quali siano le cause delle criticità emerse e quali iniziative si intendano adottare per garantire l’equilibrio economico e la tutela del diritto alla salute. Il primo elemento riguarda il progressivo peggioramento del risultato di esercizio. Si passa da un sostanziale equilibrio nel 2023, con un risultato positivo di circa 90 mila euro, a una perdita di 970 mila euro nel 2024, fino a raggiungere, nel 2025, un risultato negativo di 9,12 milioni di euro. Un andamento che richiede una spiegazione puntuale delle componenti che hanno determinato il deterioramento dei conti e delle eventuali misure correttive già programmate o adottate. Altrettanto significativa appare la riduzione della liquidità aziendale, passata da 184,89 milioni di euro nel 2023 a 105,72 milioni nel 2025. Una contrazione di 79,17 milioni di euro, pari al 42,8% in appena due anni. Un dato che rende necessario conoscere le dinamiche dei flussi finanziari, i tempi di pagamento, l’andamento dei crediti e dei debiti e le prospettive di tenuta della cassa aziendale. Anche il patrimonio netto registra una diminuzione, passando da 208,21 milioni di euro nel 2023 a 184,79 milioni nel 2025, con una riduzione dell’11,2%. Costi in aumento: occorre capire perché e con quali risultati. Un ulteriore elemento riguarda la dinamica dei costi della produzione, che nel periodo considerato aumentano del 7,7%, a fronte di una crescita del valore della produzione del 4,1%. Tra le voci che registrano incrementi significativi figurano gli acquisti di beni sanitari (+15,9%), i servizi sanitari (+7,7%), i servizi non sanitari (+11,6%), gli accantonamenti (+60,2%) e i costi per il godimento .di beni di terzi (+64,7%). Si tratta di incrementi che non possono essere interpretati automaticamente come sprechi o inefficienze. È però indispensabile comprendere se tali maggiori costi siano collegati a un aumento delle prestazioni, a nuove esigenze assistenziali, a rinnovi contrattuali, a fattori straordinari oppure a criticità organizzative e gestionali. La valutazione dei bilanci sanitari, infatti, non può prescindere dall’analisi dei risultati prodotti in termini di salute e assistenza. Investimenti e servizi: non basta spendere, bisogna verificare i risultati. Nel medesimo periodo si registra un incremento delle immobilizzazioni del 19,2%, da 86,82 a 103,45 milioni di euro. Un dato che può rappresentare un segnale positivo sul fronte del rafforzamento patrimoniale e infrastrutturale, ma che richiede una verifica sullo stato di effettiva realizzazione e operatività degli interventi. È necessario conoscere quali investimenti siano stati completati, quali risultino ancora in corso, quali siano finanziati attraverso il PNRR e soprattutto quali benefici concreti abbiano già prodotto per i cittadini. Un investimento sanitario acquista pieno valore quando si traduce in servizi funzionanti, tecnologie utilizzate, personale disponibile e prestazioni realmente accessibili. Il punto centrale: ai dati contabili devono affiancarsi quelli sanitari. La questione non può essere affrontata esclusivamente attraverso l’esame dei risultati economici. Per valutare correttamente la situazione dell’ASP di Caltanissetta è necessario disporre anche di informazioni aggiornate e confrontabili sull’attività sanitaria nel triennio considerato. Occorre analizzare l’andamento dei ricoveri ospedalieri, delle prestazioni specialistiche e diagnostiche, dei tempi di attesa, della mobilità sanitaria, delle dotazioni organiche, delle attività territoriali e dell’effettiva operatività delle strutture. La domanda fondamentale è semplice: a fronte dell’aumento dei costi, i cittadini hanno ricevuto più servizi, servizi migliori oppure hanno continuato a incontrare le stesse difficoltà di accesso alle cure? Senza questa lettura integrata, il rischio è quello di discutere soltanto di cifre, perdendo di vista la funzione primaria di un’azienda sanitaria pubblica: garantire il diritto alla salute. Le domande che richiedono risposte: Alla luce degli elementi emersi, appare opportuno che la Direzione Strategica riesca a fornire elementi di chiarezza, pubblici e documentati, su alcune questioni fondamentali: 1) Quali sono le principali cause della perdita di 9,12 milioni di euro registrata nel 2025 e quali misure si intendono adottare per ristabilire l’equilibrio economico? 2) Quali fattori hanno determinato la riduzione della liquidità di quasi 80 milioni di euro in due anni e quali sono le prospettive finanziarie dell’Azienda?  3 Gli incrementi dei costi per beni, servizi e contratti trovano riscontro in maggiori prestazioni, in un miglioramento dell’assistenza oppure in fattori organizzativi e gestionali da approfondire? 4) Qual è lo stato di avanzamento degli investimenti, in particolare di quelli finanziati dal PNRR, e quali strutture, attrezzature e servizi risultano già pienamente operativi (con presenza di medici e specialisti)?  5) Sono stati erogati premi di produttività, retribuzioni di risultato o ulteriori benefit ai componenti della Direzione Strategica nel periodo considerato? In caso affermativo, per quali importi, sulla base di quali obiettivi e con quali valutazioni dei risultati raggiunti? Quest’ultima domanda non intende formulare accuse o mettere in discussione compensi eventualmente previsti dalla normativa e dai contratti, ma richiamare un principio essenziale: la trasparenza sui criteri di valutazione e sui risultati della gestione costituisce un elemento fondamentale della responsabilità pubblica. La proposta: un confronto pubblico anche se i sindaci lo vorranno con la Conferenza dei Sindaci. Di fronte a un quadro di questa rilevanza, riteniamo necessario promuovere un momento di confronto istituzionale pubblico, aperto e costruttivo, che veda il coinvolgimento della Direzione Strategica dell’ASP, della Conferenza dei Sindaci, delle rappresentanze istituzionali, delle organizzazioni sindacali, degli operatori sanitari e delle realtà civiche del territorio. Un confronto che non si esaurisca in dichiarazioni generiche, ma che sia accompagnato dalla presentazione di documenti, dati e indicatori omogenei, capaci di consentire una valutazione oggettiva dell’andamento aziendale. Sarebbe auspicabile, in particolare, la convocazione di una Conferenza dei Sindaci dedicata alla situazione economico-finanziaria e sanitaria dell’ASP di Caltanissetta, con la presentazione di una relazione dettagliata da parte della Direzione Strategica. L’obiettivo dovrebbe essere quello di conoscere le cause delle criticità, verificare la situazione dei servizi e individuare un percorso condiviso di miglioramento, con obiettivi misurabili, responsabilità definite e tempi certi. Trasparenza e responsabilità per difendere la sanità pubblica. Il confronto sui conti della sanità non deve trasformarsi in una contrapposizione sterile tra istituzioni, amministratori e cittadini. Al contrario, proprio la complessità delle sfide che il sistema sanitario siciliano sta affrontando rende indispensabile un approccio fondato sulla collaborazione istituzionale, sulla trasparenza e sulla conoscenza dei fatti. Non si tratta di cercare colpevoli, ma di individuare responsabilità gestionali, comprendere le criticità e costruire soluzioni. I cittadini della provincia di Caltanissetta hanno il diritto di conoscere non soltanto come vengono impiegate le risorse pubbliche, ma anche quali risultati vengono raggiunti in termini di assistenza, prevenzione, qualità e accessibilità delle cure. Il risanamento dei conti e il miglioramento dei servizi non devono essere considerati obiettivi alternativi, ma parti di un’unica strategia di buona amministrazione. Perché una sanità pubblica sostenibile non è semplicemente quella che riesce a far quadrare i bilanci, ma quella che utilizza in modo efficace e trasparente le risorse disponibili per garantire cure adeguate ai cittadini. È su questo terreno, con dati contabili e sanitari alla mano, che chiedo si apra un confronto pubblico serio, documentato e costruttivo sul futuro dell’ASP di Caltanissetta. 
 

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