L’allattamento materno potrebbe riscrivere la storia economica del passato, facendo emergere una parte rimasta finora in ombra: il lavoro di cura svolto dalle donne, infatti, è uno dei fattori che hanno permesso il miglioramento dei livelli di vita, e senza tale contributo sarebbe impossibile comprendere pienamente come le società del passato hanno garantito la sopravvivenza della popolazione e la formazione delle generazioni future.
Lo afferma Giuliana Freschi, ricercatrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, nell’editoriale pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas. Freschi parte dall’analisi dello studio di Louis Henderson e Jane Humphries, della London School of Economics and Political Science, pubblicato a settembre 2026 sulla stessa rivista, che ricostruisce le pratiche di allattamento in Inghilterra tra il 1540 e il 2000 e ne stima il valore economico.
Per il 1540, ad esempio, il valore stimato è compreso tra lo 0,55% e il 6,58% del Pil misurato. Tale ricerca viene poi collegata da Freschi a quella condotta da lei stessa insieme a Maria Enrica Virgillito, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, attualmente disponibile sulle Lem Working Paper Series, collana editoriale che fa capo all’Istituto di Economia della Scuola Sant’Anna.
Le due ricercatrici hanno ricostruito i salari delle balie impiegate dall’Ospedale degli Innocenti di Firenze tra il 1600 e il 1914. I dati mostrano che, pur essendo retribuito modestamente, questo lavoro rappresentava una risorsa essenziale per la sopravvivenza di molte famiglie del contado fiorentino. Sulla base di ciò, Freschi propone di integrare la storia della cura nelle grandi questioni della storia economica, così da rivedere le spiegazioni della crescita e dei livelli di vita.

