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Sicilia. Sui social evoca una strage a scuola, 14enne denunciato: sequestrati casco militare, maglietta con svastiche e una videocamera

Redazione

Sicilia. Sui social evoca una strage a scuola, 14enne denunciato: sequestrati casco militare, maglietta con svastiche e una videocamera

Sab, 10/10/2026 - 19:21

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Per sfuggire alle indagini e alla censura dei social usava l’alfabeto cirillico: un escamotage che non è bastato a un 14enne ad evitare una denuncia per diffusione di notizie e informazioni dal contenuto violento ed apologetico. L’ennesima storia di violenza che coinvolge un minore, intercettata dalla polizia prima che avesse conseguenze ulteriori, è accaduta nel Catanese e ha come protagonista un ragazzino accusato di aver postato sui social commenti con riferimenti al compimento di stragi e di atti di terrorismo e foto in cui si mostrava con un casco militare ed una videocamera.

L’indagine nasce da una segnalazione del Servizio di Polizia Postale e della Sicurezza Cibernetica di Roma che hanno girato tutto alla Digos etnea. Gli agenti hanno identificato l’autore titolare dell’account e l’hanno denunciato. Sequestrati, dopo una perquisizione a casa, abbigliamento – magliette con frasi discriminatorie e svastiche – un casco militare, appunti scritti a mano e un rudimentale giubbotto antiproiettile. Nella cronologia dello smartphone del minorenne sono state trovate ricerche su armi e sul funzionamento di pistole. Ma l’indagine non è considerata conclusa: accertamenti tecnici sul materiale informatico, delegati dalla Procura per i minorenni di CATANIA al personale del Cosc della Polizia Postale e alla Digos della Questura, hanno permesso di individuare altri elementi ritenuti di interesse investigativo che saranno oggetto di un approfondimento.

L’episodio richiama alla mente recenti fatti di cronaca come quello del 12enne trapanese che, a maggio, ha cercato di accoltellare l’insegnante di Tecnologia davanti ai compagni. Un’aggressione filmata da una videocamera che il minorenne si era portato a scuola e annunciata sul profilo tik tok dello studente. La vittima riuscì a immobilizzare lo studente davanti agli altri alunni terrorizzati. Allora la Procura aprì una inchiesta per scoprire se fosse stato istigato. Dalla lettura di alcuni commenti del suo profilo emerse che diversi suoi follower sapevano cosa avesse in mente. Tante similitudini con l’aggressione alla docente della provincia di Bergamo avvenuta qualche mese prima, con i magistrati che aprirono un’inchiesta per scoprire eventuali collegamenti tra i due gesti. Solo un mese fa, poi, un altro minorenne di soli 13 anni ha accoltellato l’insegnante di lettere in una scuola a Roma. Dopo essere entrato nell’edificio è andato in bagno, ha sfilato dallo zaino due coltelli con lame da 20 centimetri e ha acceso la diretta social con una telecamera piazzata su un casco.

È entrato in aula per ultimo e ha immediatamente aggredito la professoressa “che odiava”, spruzzandole in faccia dello spray urticante e colpendola con tre fendenti al costato. Un compagno, un giovane di origine congolese, è poi intervenuto per fermarlo. Gli inquirenti hanno accertato che il ragazzino aveva creato un gruppo su TikTok e da lì aveva fatto scattare una sorta di conto alla rovescia: “- 5 ore”, aveva postato nella notte. 

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