Quattro anni e due mesi di reclusione e 2 mila euro di multa per avere promesso posti di lavoro in una base Nato inesistente a Punta Bianca, nell’Agrigentino. E’ la condanna inflitta dal tribunale di Agrigento a Luciano Montemurro, di Favara, accusato di essersi spacciato per “cardinale vescovo di Monreale” nell’ambito di una truffa che avrebbe coinvolto oltre 150 aspiranti lavoratori. Assolti, invece, i fratelli Angelo e Diego Favata, di Canicatti’. I giudici della seconda sezione penale, presieduta da Fulvia Veneziano, hanno riconosciuto Montemurro colpevole di truffa, assolvendolo dalle contestazioni di associazione per delinquere e falso perche’ il fatto non sussiste.
Per i fratelli Favata e’ stata pronunciata l’assoluzione da tutte le accuse. La Procura aveva chiesto dieci anni per Montemurro, quattro anni e dieci mesi per Angelo Favata e quattro anni per Diego Favata. Secondo l’accusa, tra il 2020 e il 2021 sarebbero stati promessi impieghi in un presidio militare da realizzare a Punta Bianca, convincendo alcuni candidati a versare denaro e altri a reclutare nuovi aspiranti lavoratori. Per rendere credibile l’operazione sarebbe stato utilizzato anche il nome del generale Luciano Portolano, indicato come futuro comandante della base.
Fra le vittime figurano due imprenditori di Racalmuto che avrebbero chiuso la propria attivita’ di pasticceria per prepararsi a gestire la mensa della struttura militare. Montemurro e’ stato inoltre interdetto dai pubblici uffici per cinque anni e condannato a risarcire le parti civili, con importi da determinare in separata sede. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.

