Aggredito dalla folla, sequestrato e legato a un palo del ripetitore di telefonia mobile. Un operatore è stato attaccato da un gruppo di residenti di un villaggio indiano nello stato dell’Uttar Pradesh, inferociti per il mancato funzionamento della linea 5G.
L’episodio è avvenuto la scorsa settimana, giovedì 10 settembre, ma soltanto nelle ultime ore la polizia di Fatehpur ha pubblicato sui social le immagini e gli aggiornamenti sul caso: sei persone sono state arrestate con l’accusa di sequestro di persona.Secondo quanto riportano i media locali, la vittima dell’aggressione è Aditya Bhan Singh, un operatore che era stato inviato sul posto per cercare di capire quale fosse l’origine del disservizio.
Una volta arrivato, l’uomo ha trovato il blocco dei residenti che pretendevano il ripristino immediato della connessione, minacciando di non lasciarlo andare via. Poco dopo la folla è passata dalle parole ai fatti, legando l’operatore con una corda al traliccio di un’antenna. Secondo gli abitanti, i guasti alla linea 5G vanno avanti da oltre due anni e nessun intervento effettuato finora è servito a qualcosa.
Liberato dalla polizia
La polizia è poi intervenuta per liberare l’uomo, come spiegato anche in un comunicato: “Gli abitanti del villaggio hanno affermato che la zona soffre di una scarsa connettività mobile, in particolare per quanto riguarda i servizi 5G, da quasi due anni, nonostante l’installazione di un’antenna di telecomunicazioni privata. I residenti sono arrabbiati perché dicono di aver pagato costosi abbonamenti per i servizi 5G senza alcun miglioramento del servizio”.
Il tecnico, adesso sotto shock, era stato assunto da soli tre mesi dalla compagnia telefonica, era la prima volta che andava a ispezionare quel ripetitore e non sapeva dei problemi registrati in precedenza. Nella giornata di venerdì la polizia ha identificato e arrestato sei persone tra i 21 e i 36 anni, poi liberate su cauzione in attesa del processo.

