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Caltanissetta, Gambino evoca la «nebbia» sulla legalità. Tesauro replica: «È già campagna elettorale, io mi guardo allo specchio con serenità»

Redazione

Caltanissetta, Gambino evoca la «nebbia» sulla legalità. Tesauro replica: «È già campagna elettorale, io mi guardo allo specchio con serenità»

Botta e risposta tra l'ex sindaco e l'attuale primo cittadino. Al centro le scelte dell'amministrazione sul fronte della legalità. Gambino denuncia un arretramento, Tesauro respinge le accuse: «Basta mistificazioni e insinuazioni». Poi il contrattacco su piscina comunale, disavanzo da 2,8 milioni e Centro per l'impiego.
Gio, 22/10/2026 - 10:45

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CALTANISSETTA – La «nebbia» evocata dall’ex sindaco Roberto Gambino e lo «specchio» nel quale l’attuale primo cittadino Walter Tesauro afferma di potersi guardare ogni mattina con serenità. Sono queste le due immagini che accompagnano un nuovo, acceso confronto politico a Caltanissetta, nel quale si intrecciano legalità, vicende giudiziarie, scelte amministrative e prospettive elettorali.

A innescare la polemica è una nota diffusa dall’ex sindaco e attuale consigliere comunale Roberto Gambino, che punta il dito contro la mancata costituzione di parte civile del Comune nel procedimento penale per usura a carico di G.D. e G.V., già condannati, secondo quanto riferito dallo stesso Gambino, in primo grado e in appello per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

L’ex primo cittadino ricorda che, durante la propria sindacatura, il Comune si era costituito parte civile nel precedente procedimento, ottenendo il riconoscimento di una provvisionale che avrebbe auspicato di destinare al finanziamento di attività antiracket e antiusura.

«Con grande stupore ho appreso che il Comune di Caltanissetta, durante la citata udienza, non si è costituito parte civile – afferma Gambino – e non potrà più farlo. In questa maniera l’amministrazione Tesauro ha interrotto bruscamente un percorso di legalità che era stato iniziato dalla Giunta da me presieduta».

Una contestazione che Gambino inserisce in un quadro più ampio, richiamando alcune vicende giudiziarie che hanno interessato esponenti politici, l’interdittiva antimafia nei confronti di una società in passato partecipata dal presidente del Consiglio comunale e la presenza di un cantante neomelodico a una manifestazione pubblica patrocinata dal Comune e finanziata dal Libero Consorzio.

L’ex sindaco contesta inoltre il rinvio della proposta avanzata dalle opposizioni per rimodulare la VII Commissione Trasparenza, attribuendole anche competenze di approfondimento sui fenomeni della criminalità organizzata nel territorio.

«Al di là delle appartenenze politiche – sostiene Gambino – è di tutta evidenza una situazione fattuale che vede il totale disimpegno dell’amministrazione Tesauro dalle attività di contrasto alle mafie locali».

Da qui il riferimento alla «nebbia insopportabile» che, secondo il consigliere di opposizione, offuscherebbe il quadro politico e amministrativo cittadino.

«Questa nebbia va diradata immediatamente – incalza Gambino –. La città ha bisogno di essere tutelata non solo dagli organi preposti a garantire legalità e sicurezza, Prefettura, Magistratura e Forze dell’Ordine, ma soprattutto dalla politica, da tutta la politica, che deve intervenire direttamente e non deve voltarsi dall’altra parte».

Parole che provocano la dura replica del sindaco Walter Tesauro, che respinge le accuse e interpreta l’intervento del suo predecessore come l’avvio di una campagna di comunicazione politica in vista delle prossime elezioni regionali.

«Come ormai accade periodicamente – dichiara Tesauro – il consigliere Gambino torna alla carica attraverso una narrazione fondata sulla mistificazione di fatti e circostanze che riguardano la nostra città. Con racconti a chiaroscuro tenta di gettare fango sulla mia persona e sull’intera amministrazione comunale, alimentando sospetti e insinuazioni che respingo con assoluta fermezza».

Secondo il primo cittadino, dietro le recenti prese di posizione di Gambino vi sarebbe anche la prospettiva di una candidatura all’Assemblea Regionale Siciliana.

«È del tutto evidente – prosegue Tesauro – che Gambino abbia già avviato un percorso di comunicazione legato alla prossima campagna elettorale per le regionali, alle quali, secondo le sue aspirazioni, intenderebbe candidarsi. Ma non si può utilizzare lo strumento più discutibile della lotta politica, quello delle insinuazioni, per tentare di infangare la moralità degli altri. Noi amministriamo questa città tra mille difficoltà, con senso di responsabilità, senza avere mai tradito i principi morali ed etici, il rispetto delle regole, delle norme e della legalità».

Il sindaco rivendica quindi la propria storia personale e professionale, sottolineando il legame con Caltanissetta e la reputazione costruita negli anni attraverso l’esercizio della professione forense.

«Sono orgoglioso di avere un DNA cento per cento nisseno – afferma Tesauro –. Sono nato a Caltanissetta, tutti i componenti della mia Giunta sono nisseni e questa città conosce bene la mia storia, la mia formazione e il mio profilo morale ed etico. Da sempre, da quando esercito la professione di avvocato, ogni mattina mi alzo e mi guardo allo specchio con serenità. Non ho mai avuto nulla da nascondere e chi mi conosce sa perfettamente quale sia il mio rapporto con la legalità».

Sul ruolo delle istituzioni nel contrasto alla criminalità, Tesauro respinge l’accusa di disimpegno avanzata da Gambino, ribadendo il sostegno all’azione della magistratura e delle forze dell’ordine.

«Abbiamo il massimo rispetto e la piena fiducia nel lavoro della magistratura e degli organi giudiziari, ai quali compete l’accertamento delle responsabilità – sottolinea il sindaco –. Siamo sempre al fianco di chi quotidianamente opera per garantire giustizia e sicurezza sul territorio. La legalità non può diventare uno strumento di propaganda o di esibizione pubblica della propria moralità, ma deve essere testimoniata ogni giorno attraverso comportamenti concreti. Questa amministrazione ha sempre preso le distanze, in maniera immediata, chiara e netta, da ogni episodio delittuoso verificatosi nella nostra città».

Quanto alla Commissione Trasparenza, Tesauro ricorda l’esistenza dell’organismo consiliare e ne rivendica l’attività, sostenendo che l’amministrazione abbia sempre operato nel rispetto dei principi di correttezza ed etica politica. Una posizione che si contrappone alle critiche di Gambino sul rinvio della proposta di ampliarne le competenze.

Ma il confronto si sposta anche sui risultati amministrativi. Tesauro invita infatti il suo predecessore a misurarsi sui fatti, richiamando alcune questioni che, a suo giudizio, evidenzierebbero le differenze tra le due gestioni.

«Gambino sembra svegliarsi soltanto adesso, dimenticando però quanto accaduto durante la sua amministrazione – incalza il sindaco –. Ricordiamo tutti quando indossava il caschetto per effettuare sopralluoghi alla piscina comunale. Alla fine, però, quella piscina è stata riaperta grazie alla volontà politica, all’impegno e a un’azione forte e determinata della nostra amministrazione, restituendo ai nisseni un impianto che attendevano da tempo».

Il primo cittadino richiama inoltre la questione del disavanzo finanziario di circa 2 milioni e 800 mila euro, relativo agli esercizi 2020, 2021 e 2022, che attribuisce alla gestione amministrativa del suo predecessore, facendo riferimento a quanto stabilito dalla Corte dei Conti.

«Gambino dovrebbe ricordare anche il disavanzo di 2 milioni e 800 mila euro che, secondo quanto accertato dalla Corte dei Conti, riguarda gli anni 2020, 2021 e 2022, riconducibili alla sua amministrazione – incalza il sindaco Walter Tesauro –. Una situazione della quale ritengo che la precedente amministrazione abbia precise responsabilità. E non dimentichiamo il bando per il Centro per l’impiego, al quale per tre anni non si è partecipato. Siamo stati noi ad attivarci, mentre prima si rimaneva a guardare. Una vicenda sulla quale, a mio giudizio, andrebbero approfondite anche eventuali conseguenze sotto il profilo del danno erariale».

Il botta e risposta si inserisce così in un clima di crescente confronto politico cittadino, con Gambino che richiama la necessità di un impegno più incisivo sul fronte della legalità e dell’antimafia e Tesauro che respinge con fermezza ogni insinuazione sulla propria integrità morale e su quella della sua amministrazione, rivendicando al tempo stesso i risultati raggiunti alla guida della città.

Uno scontro che sembra già proiettarsi verso i prossimi appuntamenti elettorali e che segna un ulteriore capitolo della contrapposizione tra l’ex sindaco e il suo successore. Da una parte la «nebbia» denunciata da Gambino, dall’altra la serenità dello «specchio» rivendicata da Tesauro: due rappresentazioni contrapposte della realtà politica nissena, sulle quali il confronto appare destinato a proseguire.

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