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Marianopoli nella rete dei Musei di Anci Sicilia. Forza Democratica: “E’ un riconoscimento importante ma servono fatti concreti”

Redazione 1

Marianopoli nella rete dei Musei di Anci Sicilia. Forza Democratica: “E’ un riconoscimento importante ma servono fatti concreti”

Gio, 22/10/2026 - 23:41

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MARIANOPOLI. Riceviamo e pubblichiamo nota del gruppo consiliare Forza Democratica sul patrimonio archeologico ed etnografico di Marianopoli.

“Il patrimonio archeologico ed etnografico di Marianopoli è una risorsa preziosa. Restano, tuttavia, alcuni interrogativi sulla gestione e sulla fruibilità del Museo della Civiltà Contadina.

L’inserimento del Polo Museale di Marianopoli nella Rete dei Musei Comunali della Sicilia, annunciato lo scorso 14 ottobre, rappresenta certamente una notizia positiva e un’importante opportunità per la valorizzazione del nostro patrimonio storico e culturale.

Nel corso di quest’anno ho avuto più volte il piacere di accompagnare alcuni amici studiosi, provenienti da altre località, a visitare il Museo Archeologico Regionale di Marianopoli, riscontrando sempre grande gentilezza, competenza e disponibilità da parte del personale regionale, che ha illustrato con passione e professionalità la storia e l’importanza degli splendidi reperti esposti. A questo personale rivolgo un sincero e pubblico ringraziamento.

Nello stesso edificio, al piano superiore, si trova il Museo Etnografico della Civiltà Contadina, di competenza comunale, che custodisce un patrimonio altrettanto prezioso, fatto di tradizioni, testimonianze del lavoro e memoria delle generazioni che ci hanno preceduto. E proprio riguardo a questa struttura sorgono alcuni interrogativi.

Nelle occasioni in cui ho accompagnato alcuni visitatori, infatti, l’accesso al museo etnografico è stato possibile grazie alla cortese e volontaria disponibilità del personale regionale del Museo Archeologico, che si è generosamente prestato ad accompagnarci anche nella visita di questa sezione. Per quanto mi è stato possibile constatare, e salvo l’esistenza di disposizioni organizzative delle quali non sono a conoscenza, non sembrerebbe essere assicurato un autonomo e regolare servizio comunale di apertura e accompagnamento dei visitatori.

Sorge, pertanto, spontanea una domanda: il Museo della Civiltà Contadina dispone attualmente di una propria organizzazione gestionale, di personale formalmente incaricato e di regolari orari di apertura, oppure la possibilità di visitarlo dipende, almeno in alcune circostanze, dalla disponibilità del personale regionale?

Sarebbe auspicabile che l’Amministrazione comunale fornisse chiarimenti al riguardo, anche per conoscere quali iniziative siano state adottate o si intendano adottare per garantirne la piena fruibilità. Va ricordato, peraltro, che la costituzione della Rete dei Musei Comunali della Sicilia nasce da un’iniziativa della stessa ANCI Sicilia, che già nel luglio 2023 invitava i Comuni ad aderire alla costituenda rete, sollecitando successivamente l’adozione dei relativi atti deliberativi. Un’iniziativa certamente meritoria, ma l’adesione a una rete museale dovrebbe rappresentare il punto di partenza, non il traguardo, di un’effettiva politica di valorizzazione culturale.

Il Museo della Civiltà Contadina non è un semplice luogo di esposizione di antichi oggetti. È uno scrigno della memoria collettiva, nel quale si conservano la storia, il lavoro, i sacrifici e l’identità della nostra comunità. Un patrimonio che merita attenzione, cura e soprattutto la possibilità di essere conosciuto e apprezzato da cittadini, studiosi e visitatori.

Ben venga, dunque, l’inserimento del Polo Museale nella Rete dei Musei di ANCI Sicilia, ma sarebbe ancora più significativo se a questo riconoscimento corrispondessero servizi adeguati, una gestione chiaramente definita e una concreta programmazione culturale. Perché un museo non vive soltanto per il fatto di appartenere a una rete. Vive quando le sue porte sono aperte, quando i suoi reperti raccontano la storia di una comunità e quando le istituzioni dimostrano, con i fatti, di averne cura. E la memoria di Marianopoli merita ben più di un riconoscimento sulla carta”.

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