Un milione di euro per un’opera che richiederebbe investimenti di centinaia di milioni non può essere considerato il provvedimento che assegna definitivamente a Enna il quarto Policlinico universitario della Sicilia. A intervenire nel dibattito che sta animando la politica della Sicilia centrale è l’avvocato Alessandro Maira, vicepresidente del Consorzio Universitario di Caltanissetta, che attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Facebook richiama l’attenzione sugli aspetti giuridici della vicenda, invitando a distinguere gli annunci politici dal contenuto effettivo delle norme.
«Un milione di euro su un’opera da centinaia di milioni non compra nemmeno la posa della prima pietra. Ma andiamo con ordine», esordisce Maira, entrando nel merito delle polemiche scaturite dall’approvazione dell’emendamento all’Assemblea Regionale Siciliana.
Il vicepresidente del Consorzio Universitario prende le distanze dalle reazioni che, nelle ultime ore, hanno accompagnato la notizia del finanziamento destinato all’ospedale Umberto I di Enna.
«Sono ore che leggo diversi interventi volti solo a cercare consenso facile: accuse di presunti fallimenti politici, generiche richieste di dimissioni, amarezza e divisioni. Altra occasione per metterci, come al solito, l’uno contro l’altro», osserva Maira, sottolineando come non sia questo il momento di alimentare ulteriori contrapposizioni.
Il punto centrale del suo intervento riguarda l’articolo 41 della legge regionale 22 febbraio 2023, numero 2, che disciplina il percorso per l’istituzione del quarto Policlinico universitario siciliano.
«Prima di gridare allo scandalo o al “furto”, è fondamentale attenersi ai fatti e ai testi normativi – spiega Maira –. L’articolo 41 della Legge Regionale 2/2023 parla chiaro e demanda la decisione sulla sede del quarto Policlinico a un’intesa formale tra gli Assessorati regionali alla Salute e all’Istruzione e le Università coinvolte. Nessun emendamento ha attualmente cambiato questa norma».
Una precisazione che assume particolare rilievo alla luce delle dichiarazioni provenienti da Enna, dove il finanziamento regionale è stato accolto come un passo importante verso la nascita della nuova struttura ospedaliero-universitaria.
Secondo l’analisi di Maira, lo stanziamento di un milione di euro riguarda esclusivamente interventi di progettazione e potenziamento tecnologico dell’ospedale ennese e non può essere confuso con un atto formale di individuazione della sede.
«Ma parliamoci chiaro: per un’opera complessiva da centinaia di milioni, con un milione di euro se va bene ci progetti il portone d’ingresso! Pensare che questo basti a sancire l’assegnazione definitiva del Policlinico è semplicemente fuori dalla realtà. Un conto è il finanziamento di specifiche opere preliminari, un altro è la scelta della sede».
Il ragionamento dell’avvocato nisseno riporta dunque la discussione sul terreno normativo, evidenziando come il finanziamento approvato dall’Ars, pur rappresentando una risorsa destinata al territorio ennese, non esaurisca il procedimento necessario per istituire il quarto Policlinico universitario.
La questione resta particolarmente sentita a Caltanissetta, dove da anni si sostiene la candidatura dell’ospedale Sant’Elia, classificato come DEA di secondo livello e già inserito in un percorso di collaborazione con l’Università di Palermo.
Proprio le caratteristiche della struttura ospedaliera nissena e le attività universitarie presenti sul territorio costituiscono elementi che potranno essere valutati nell’ambito del confronto istituzionale sulla futura sede del Policlinico.
Maira invita quindi ad abbandonare le contrapposizioni territoriali e a concentrare l’attenzione sui criteri che dovranno orientare la decisione.
«Anziché soffiare sul fuoco degli inutili campanilismi, dobbiamo pretendere che la decisione finale avvenga su criteri oggettivi, trasparenti e nelle sedi istituzionali preposte».
Il vicepresidente del Consorzio Universitario ribadisce infine che la partita non può considerarsi conclusa e che Caltanissetta continuerà a far valere le proprie ragioni.
«La sede definitiva non è stata ancora individuata e Caltanissetta ha tutto il diritto di far valere le sue ragioni, e lo farà con fermezza dove opportuno. Il resto sono solo sterili e strumentali polemiche».
Un intervento che punta a ridimensionare la portata delle interpretazioni politiche dell’emendamento e a riportare la discussione sul piano degli atti ufficiali. Il finanziamento per Enna resta un fatto concreto, ma la scelta della sede del quarto Policlinico universitario siciliano, secondo la ricostruzione normativa proposta da Maira, richiede ancora il completamento di un percorso istituzionale distinto.

