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IA e call center, Uil Sicilia lancia l’allarme: “Previsti 10mila esuberi in Sicilia”. Caltanissetta penalizzata

Redazione 3

IA e call center, Uil Sicilia lancia l’allarme: “Previsti 10mila esuberi in Sicilia”. Caltanissetta penalizzata

Ven, 23/10/2026 - 10:31

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“L’intelligenza artificiale sta entrando nei contact center e rischia di trasformarsi da strumento di innovazione in sostituzione del lavoro umano. Chatbot, sistemi vocali automatizzati e algoritmi di gestione delle interazioni non sono piu’ scenari futuri ma sono gia’ una realta’ che cambia i processi produttivi del settore”. Lo affermano il commissario della Uil Sicilia, Emanuele Ronzoni, e il segretario della Uil Fpc Sicilia, Marco Scramuzza che precisano: “In Sicilia, dove negli ultimi venticinque anni i contact center hanno rappresentato una delle poche opportunita’ occupazionali stabili per migliaia di giovani e donne, il rischio e’ concreto. L’automazione potrebbe accelerare la crisi di un comparto gia’ provato da gare appaltate al massimo ribasso e da margini sempre piu’ sottili”. Secondo gli ultimi dati di Asstel, nel settore dei call center sono previsti a breve circa 100mila esuberi in Italia e, di questi, almeno 10mila in Sicilia. Ad affrontare una riduzione salariale del 20% sono i 1.600 dipendenti di Telecontact, azienda sempre del Gruppo Tim, a seguito della riconversione industriale da Telco a Crm/Bpo, che ha eliminato la contrattazione di secondo livello. Questa misura penalizza fortemente la sede di Caltanissetta, con 330 addetti, aggravando una crisi occupazionale siciliana che attende sviluppi anche per gli ex lavoratori Almaviva. Un mese fa e’ entrata in gioco Poste che ha acquisto il Gruppo Tim, la vertenza Tcc adesso si sposta su altri tavoli. “Servono regole chiare e tempestive – spiegano Ronzoni e Scramuzza – ma anche obbligo di informazione e consultazione sindacale prima dell’introduzione di sistemi di intelligenza artificiale, valutazione dell’impatto sull’occupazione, tutela dei lavoratori coinvolti nei processi di riorganizzazione e investimenti concreti nella formazione e nell’aggiornamento professionale. Sollecitiamo le istituzioni a intervenire finche’ non si trovino le giuste soluzioni per un problema la cui miccia e’ gia’ innescata”. L’intelligenza artificiale – per il sindacato – deve stare al servizio delle persone, non diventare lo strumento con cui si cancellano posti di lavoro e diritti. A sostegno di queste istanze, per l’11 novembre e’ stato proclamato lo sciopero nazionale del settore. (AGI)

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