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Genova, il sottosegretario Esteri Dell’Utri visita il Museo nazionale dell’Emigrazione italiana: “Luoghi come il Mei aiutano a trasmettere memoria”

Redazione

Genova, il sottosegretario Esteri Dell’Utri visita il Museo nazionale dell’Emigrazione italiana: “Luoghi come il Mei aiutano a trasmettere memoria”

Gio, 01/10/2026 - 17:16

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Il sottosegretario di Stato al ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Massimo Dell’Utri, delegato alle politiche per gli italiani nel mondo, ha visitato oggi a Genova il Museo nazionale dell’Emigrazione italiana (Mei). Ad accompagnarlo nel percorso museale sono stati il presidente della Fondazione Mei Paolo Masini e il direttore Pierangelo Campodonico. La visita si è concentrata sul percorso multimediale e sulle testimonianze, immagini e documenti dedicati all’esperienza migratoria italiana e ai rapporti tra le comunità italiane all’estero e il Paese d’origine. “La rete dei musei dell’emigrazione rappresenta un patrimonio importante per riscoprire e valorizzare le radici della nostra storia e mantenere vivo il legame con le comunità italiane nel mondo. Luoghi come il Mei aiutano a trasmettere questa memoria alle nuove generazioni, attraverso storie che continuano a parlare all’Italia di oggi”, ha dichiarato Dell’Utri. Per Masini, la visita rappresenta “il riconoscimento del lavoro nazionale e internazionale che il Mei porta avanti sin dalla sua apertura e, al tempo stesso, una base per sviluppare nuove iniziative congiunte: una narrazione dell’emigrazione italiana capace di attraversare i cinque continenti e mettere in relazione storie, persone e comunità”. “La visita del sottosegretario Massimo Dell’Utri ci fa molto piacere e conferisce un valore aggiunto a questa giornata, perché visitare il Museo nazionale dell’Emigrazione italiana significa entrare in contatto con una parte fondamentale della nostra storia, fatta di partenze, sacrifici, coraggio e capacità di costruire nuove comunità nel mondo”, ha affermato la vicepresidente della Regione Liguria con delega alla Cultura e Spettacolo Simona Ferro. “Le storie custodite dal Mei ci ricordano che l’emigrazione non è soltanto una vicenda del passato: è un patrimonio vivo, che continua a parlare alle nuove generazioni e che contribuisce a rafforzare il legame tra l’Italia e gli italiani nel mondo. È nostro compito valorizzare queste radici e, allo stesso tempo, raccontare il contributo straordinario che le comunità italiane e di origine italiana hanno dato e continuano a dare nei Paesi in cui vivono”.

Sul rapporto tra il museo e la città è intervenuto anche l’assessore alla Cultura del Comune di Genova Giacomo Montanari: “Genova ha un legame profondo con la storia dell’emigrazione italiana: dal suo porto sono partite milioni di persone, ciascuna con un progetto di vita, speranze e affetti da custodire. Il Mei restituisce a queste esperienze una dimensione umana e culturale, rendendole accessibili anche alle nuove generazioni. Per la città è un patrimonio prezioso, che ci invita a riflettere sulle nostre radici e a comprendere meglio le migrazioni di oggi. È anche questo il compito della cultura: offrire strumenti per leggere il presente attraverso la conoscenza della nostra storia”. La visita si è conclusa con la proiezione in anteprima del mini-documentario “To the moon and back”, dedicato a Rocco Anthony Petrone, ingegnere e dirigente della Nasa di origini lucane. La sua storia sarà al centro del nuovo appuntamento del “Civico delle Radici”, in programma domani in Basilicata, progetto dedicato alle figure e alle vicende che testimoniano il contributo degli italiani e delle comunità di origine italiana alla storia internazionale.

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