Salute

Congresso Simri: “In 30 anni migliorata prognosi malattie respiratorie infantili”

AdnKronos

Congresso Simri: “In 30 anni migliorata prognosi malattie respiratorie infantili”

Ven, 09/10/2026 - 16:35

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(Adnkronos) – Trent’anni fa non esistevano ancora molte delle possibilità ora disponibili per prevenire, diagnosticare e curare le malattie respiratorie dei bambini. Oggi per alcune patologie sono cambiate profondamente la prognosi e la qualità di vita, mentre nuove conoscenze stanno mostrando quanto la salute respiratoria dell’adulto possa avere radici già nei primi anni di vita. Ma emergono anche nuove minacce, come vaping e nuovi prodotti contenenti nicotina, inquinamento atmosferico e cambiamenti climatici. È il filo conduttore del XXX Congresso nazionale della Società italiana per le malattie respiratorie infantili (Simri), con il tema ‘30 anni di pneumologia pediatrica: radici profonde, sguardi lontani’, in corso a Roma fino al 10 ottobre. Tra gli altri temi al centro dell’evento spiccano: medicina di precisione, terapie biologiche, nuove strategie di prevenzione, tecnologie digitali, intelligenza artificiale. In trent’anni alcune malattie hanno cambiato profondamente la loro storia clinica. La fibrosi cistica, a lungo considerata soprattutto una malattia pediatrica – informa una nota – oggi accompagna la maggioranza dei pazienti nell’età adulta: nel 2024 quasi 2 persone su 3, il 65,3%, avevano almeno 18 anni, grazie a diagnosi più precoci, migliore assistenza e nuove terapie come i modulatori Cftr. È cambiata anche la possibilità di prevenire le forme più gravi di alcune infezioni respiratorie. Per il virus respiratorio sinciziale (Rsv), principale causa di ricovero per bronchiolite nel primo anno di vita, la profilassi con l’anticorpo monoclonale nirsevimab ha ridotto dell’84% i ricoveri, dell’82% gli accessi in Pronto soccorso e del 79% i ricoveri in terapia intensiva nei bambini sotto l’anno di vita, secondo una recente analisi italiana condotta in 30 centri di 15 Regioni pubblicata su ‘The Lancet Regional Health – Europe’ che sarà presentata al Congresso. Accanto ai progressi sono comparsi rischi nuovi. Trent’anni fa il vaping non esisteva, mentre oggi, secondo i dati 2026 dell’Istituto superiore di sanità, più di un adolescente su tre tra 14 e 17 anni ha utilizzato nell’ultimo mese almeno un prodotto contenente tabacco o nicotina. E inquinamento, temperature estreme e cambiamento climatico sono diventati parte della sfida per proteggere la salute respiratoria dei bambini. “Trent’anni di Simri raccontano una trasformazione profonda della pneumologia pediatrica – sottolinea Stefania La Grutta, presidente Simri e presidente del XXX Congresso nazionale – Abbiamo imparato a conoscere meglio le malattie respiratorie, a diagnosticarle più precocemente e a curarle con strumenti sempre più efficaci e mirati. Ma è cambiato soprattutto il nostro modo di guardare alla salute respiratoria: oggi sappiamo che proteggere il polmone significa cominciare dai primi anni di vita, considerando non soltanto la malattia, ma anche l’ambiente e gli stili di vita che possono influenzarne lo sviluppo nel tempo”.  A cambiare profondamente in questi trent’anni è stata anche la pratica clinica. “Oggi – spiega Enrico Lombardi, vicepresidente Simri – possiamo riconoscere prima e definire meglio una malattia respiratoria, grazie a strumenti più precisi per valutare funzione polmonare e infiammazione e, nei casi più complessi, all’integrazione di informazioni genetiche e molecolari. Anche le cure sono diventate sempre più personalizzate: nell’asma grave, per esempio, biomarcatori e caratteristiche della malattia possono guidare la scelta dei farmaci biologici. Siamo passati dal curare una malattia respiratoria al prenderci cura di quel bambino con quella specifica malattia, cercando non solo di controllare i sintomi, ma di preservare la funzione polmonare e, quando possibile, modificarne la storia naturale”. Tra le acquisizioni che hanno cambiato la prospettiva negli ultimi anni – continua la nota – c’è anche la consapevolezza che la salute respiratoria dell’adulto può avere radici molto precoci, persino prima della nascita. A questo tema il Congresso dedica una delle relazioni internazionali, ‘Early origins of chronic lung disease’, in programma il 10 ottobre e affidata a Stefano Guerra, professore alla University of Arizona, Tucson (Usa). “Per molto tempo abbiamo pensato alle malattie respiratorie croniche dell’adulto soprattutto come conseguenza di esposizioni accumulate negli anni, a cominciare dal fumo – chiarisce Guerra – Oggi sappiamo che, per una parte delle persone, la traiettoria può iniziare molto prima: sviluppo e funzione del polmone si costruiscono già durante la vita fetale e l’infanzia”. A mostrarlo è anche uno studio longitudinale, di cui Guerra è autore, condotto su 3 coorti di nascita e pubblicato su ‘The Lancet Respiratory Medicine’. I risultati mostrano che i soggetti che erano “sottopeso durante l’infanzia avevano un rischio circa 3 volte maggiore di sviluppare nell’età adulta una funzionalità polmonare con quadro restrittivo. Lo studio ha inoltre individuato un’associazione tra crescita non ottimale già in epoca fetale e funzione polmonare nell’età adulta”. 
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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