Salute

Solo un ragazzino su dieci non ha il cellulare alle medie

Redazione

Solo un ragazzino su dieci non ha il cellulare alle medie

Ven, 09/10/2026 - 13:18

Condividi su:

Una telefonata allunga la vita, recitava un azzeccatissimo spot pubblicitario di tanti anni fa.

Ma sull’uso dei telefonini da parte dei ragazzini ora è allarme. Perché nella fascia d’età dei 12 anni, nove adolescenti su dieci già ce l’hanno.

Un fenomeno sociale che lascia spazio a tanti interrogativi.

Dai dati italiani sull’uso dei social agli studi sui disturbi alimentari, fino alle nuove restrizioni in Europa: il rapporto tra minori e tecnologia è sempre più al centro del dibattito.

Smartphone a 12 anni, crescono i timori per la salute e le relazioni

Partiamo da quello che è ormai un dato di fatto: a dodici anni lo smartphone è ormai una presenza quasi universale.

Il problema, però, non è soltanto quanti ragazzi possiedano un telefono, ma quanto spazio occupi nella loro quotidianità e quali conseguenze possa avere sulla crescita, sulle relazioni e sul benessere psicofisico.

E i dati relativi al nostro Paese ci danno una fotografia non proprio rassicurante.

Italia, i numeri del fenomeno tra elementari e media

In Italia, il fenomeno emerge con chiarezza da un’indagine di queste ultime settimane dell’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp), realizzata nell’ambito del progetto internazionale Children’s Worlds e condotta su 4.750 bambini e adolescenti tra i 7 e i 14 anni.

I risultati, pubblicati a fine settembre nel rapporto dedicato alla tutela del benessere dei minori, restituiscono l’immagine di una generazione che entra sempre prima nel mondo digitale.

E a ben guardare c’è un dato decisamente eloquente: in quinta elementare, poco più della metà degli alunni, il 52,7%, possiede già uno smartphone personale.

In seconda media la percentuale sale al 90,7%: significa che soltanto un ragazzo su dieci non ha ancora un cellulare proprio.

Non solo una necessità, l’utilizzo dei social

Ma se concedere l’utilizzo del cellulare o regalarne uno a un adolescente richiamava inizialmente una buona intenzione ovvero avere uno strumento in caso di necessità, emergenza o grave pericolo, ora la questione si pone su un altro piano.

Una crescita altrettanto rapida riguarda i social network, utilizzati dal 31,5% degli alunni di quinta elementare e dal 74,8% dei dodicenni che frequentano la seconda media.

Anche la frequenza di accesso cambia sensibilmente.

Tra gli studenti di seconda media, il 55,3% utilizza i social almeno sette volte alla settimana, rispetto al 20,4% rilevato in quinta elementare.

Numeri che, da soli, non bastano a diagnosticare una dipendenza, ma aiutano a comprendere quanto il digitale sia diventato parte integrante della vita dei preadolescenti.

Telefonini e isolamento dalla vita quotidiana, l’allarme

Il rapporto dell’Inapp segnala anche alcuni indicatori che meritano attenzione.

Tra i ragazzi di seconda media, il 32,5% racconta di aver tentato, senza riuscirci, di ridurre il tempo trascorso online.

Un quarto del campione, il 25%, riconosce inoltre che l’uso di Internet provoca problemi nella propria vita.

Le difficoltà riguardano anche la famiglia, le amicizie e la scuola.

Il 20,1% dei dodicenni riferisce conflitti con familiari o amici legati all’utilizzo della rete, mentre il 17,4% dichiara un peggioramento dei voti scolastici.

Lo spauracchio di isolamento e solitudine

A preoccupare è soprattutto il quadro più ampio nel quale si inseriscono questi dati.

Con il passaggio dalla primaria alle medie, diminuisce la quota di ragazzi che si sente ascoltata dai genitori e si riduce la possibilità percepita di partecipare alle decisioni familiari che la riguardano.

Anche la soddisfazione per le amicizie tende a calare.

Un altro elemento significativo riguarda la solitudine: in seconda media, una ragazza su quattro dichiara di sentirsi sola spesso, molto spesso o sempre, contro il 16,5% dei coetanei maschi.

Gli altri temi d’attualità: l’immagine del proprio corpo e i disturbi alimentari

Accanto alle difficoltà relazionali, si apre il tema degli effetti che l’esposizione precoce agli schermi e ai contenuti online potrebbe avere sul rapporto con il proprio corpo.

Una ricerca dell’Università della California, ripresa da la Repubblica il 4 ottobre, ha analizzato circa 9.000 ragazzi e ha messo in relazione il possesso dello smartphone a dodici anni con una maggiore probabilità di manifestare, a quattordici, comportamenti problematici legati all’alimentazione, tra cui abbuffate e paura di ingrassare.

Il risultato richiama l’attenzione su una fase particolarmente delicata dello sviluppo, nella quale l’identità personale e la percezione del proprio aspetto sono ancora in formazione.

I social possono esporre i più giovani a modelli estetici irrealistici, confronti continui e giudizi pubblici attraverso commenti, reazioni e immagini.

La ricerca di nuove regole, dall’Australia al piano Ue

L’Australia ha introdotto il “divieto social Australia under 16”, la prima legge al mondo che vieta ai minori di 16 anni di possedere account sulle principali piattaforme.

Di fronte a questi interrogativi, diversi Paesi stanno discutendo come limitare l’esposizione dei minori agli schermi e ai social.

In Francia, il dibattito ha portato a nuove restrizioni sull’utilizzo degli smartphone nelle scuole superiori, con l’obiettivo di ridurre le distrazioni durante la permanenza in aula.

Il percorso legislativo, tuttavia, non è privo di ostacoli: nell’agosto 2026 il Consiglio costituzionale francese ha respinto alcune disposizioni del pacchetto governativo, tra cui il divieto generalizzato dei social network per gli under 15, mentre il provvedimento relativo ai cellulari nelle scuole è rimasto in vigore.

Sul fronte europeo, l’attenzione si concentra anche sull’EU Kids Act, un’iniziativa presentata presentata dalla Commissione Europea il 17 settembre come un quadro di protezione più rigoroso per bambini e adolescenti nell’ambiente digitale.

La proposta rafforza la sicurezza online dei minori per migliorare il benessere fisico e mentale dei giovani.

Fissa un’età minima valida in tutta l’Ue per aprire account sui social network e vieta gli account ai bambini sotto i 13 anni. Ma non solo. Sono previsti interventi contro funzionalità come lo scorrimento infinito dei contenuti e le notifiche che incentivano una connessione continua.

banner italpress istituzionale banner italpress tv