Palermo. «Dopo l’enorme clamore mediatico seguito al clamoroso furto delle opere di Antonello da Messina, sul MuMe e sullo stato comatoso dei Beni culturali siciliani in genere è calato un vergognoso e incomprensibile silenzio. Questo è inaccettabile. Sul tema si riunisca subito la Quinta commissione e si faccia una seduta d’Aula ad hoc. Non possiamo permettere di mettere a rischio un patrimonio culturale inestimabile a causa delle enormi falle e carenze del sistema». Lo affermano le deputate M5S all’Ars Stefania Campo e Roberta Schillaci che, sulla vicenda e sullo stato di salute dei musei e dei luoghi che ospitano i nostri Beni culturali, hanno pure depositato un’interrogazione. «La cosa più agghiacciante – dice Campo – è che il MuMe è forse uno tra i siti culturali con i sistemi di sicurezza più sofisticati esistenti nell’isola. Non osiamo pensare a cosa potrebbe accadere altrove, dove le carenze di personale e di sicurezza sono enormi. Musei chiusi, infiltrazioni, carenze di custodi e sicurezza raccontano una geografia dell’abbandono a dir poco vergognosa: Palazzo Mirto, chiuso dal dicembre 2023; Casa Museo Giovanni Verga, indicata come chiusa per lavori; Museo archeologico regionale di Gela, chiuso; Museo regionale di Caltanissetta, chiuso; Museo del Gesù di Ragusa Ibla, in cantiere dal 2013 e ancora senza una data di apertura; Museo Egizio di Catania, annunciato nel 2016 e mai aperto. E si potrebbe andare avanti. A Palazzo Abatellis ci viene segnalata l’assenza di custodi in numerose aree del percorso espositivo, persino in prossimità di opere di valore inestimabile. Ci è stato perfino riferito che, in un museo del quale non rendiamo pubblico il nome per ragioni di sicurezza, alcuni reperti sarebbero custoditi in un cassetto assicurato con del filo di ferro: una segnalazione che pretendiamo venga immediatamente verificata. Scarpinato non può comportarsi come un osservatore appena arrivato: guida l’assessorato dal gennaio 2023 e le sue responsabilità sono notevoli. Lui e Schifani hanno avuto tutti gli strumenti per valorizzare il nostro enorme patrimonio culturale, ma hanno preferito galleggiare fra passerelle e promesse mai mantenute». «La seduta in quinta commissione, che ho già chiesto – dice Schillaci –, è urgente e doverosa perché non è possibile che il nostro patrimonio culturale possa essere messo ogni giorno in grave difficoltà a causa delle enormi carenze del settore. Manca una visione e occorre un cambio di passo. Ecco perché bisogna mettersi attorno a un tavolo e capire qual è la direzione giusta da imboccare. Occorre inoltre procedere al ripristino della mappa dei Beni culturali che era stata istituita nel 2004 e che oggi non è più in funzione, in un momento molto critico nel quale mancano figure con competenze specifiche e apicali. Bisogna inoltre coinvolgere gli organismi che si occupano di Beni culturali che siano in grado di dare suggerimenti utili in questo momento di grave difficoltà per il settore».
di Redazione 3
Sab, 05/09/2026 - 09:03

