Riceviamo e pubblichiamo nota da parte del Comitato Porto del Golfo di Gela.
IL porto di Gela tra promesse, burocrazia e fondi dispersi, il 27 settembre 2016 veniva firmato il protocollo d’intesa tra Regione Siciliana, Eni e Comune di Gela per la riqualificazione e il dragaggio del porto rifugio, finanziato con i fondi delle compensazioni. Oggi, a distanza di esattamente dieci anni, siamo costretti a celebrare l’ennesimo anniversario dello scacco matto istituzionale. Dieci anni dopo quella firma, i lavori di riqualificazione del porto di Gela non sono mai stati conclusi come prevede il crono programma del protocollo e l’opera resta ostaggio di un infinito, surreale ed esasperante iter autorizzativo. La beffa più grande riguarda i circa due milioni di euro già spesi o bruciati nel corso di questo decennio unicamente per la gestione della macchina burocratica e dei vari passaggi progettuali, senza che un solo granello di sabbia sia stato rimosso in modo definitivo per restituire piena operatività e dignità allo scalo, mentre il porto del golfo di Gela rimane insabbiato, isolato e negato allo sviluppo economico, turistico e marittimo della nostra terra. Il Comitato Porto del Golfo di Gela dice basta alle passerelle e ai proclami. Nonostante i recenti e ripetuti annunci di nuovi accordi e i pareri espressi in extremis (come il recente via libera del CTA), la cittadinanza e il territorio continuano a pagare il prezzo altissimo di una politica lenta, distratta e incapace di trasformare le carte in cantieri reali. Quindi Chiediamo con forza:Un’operazione di trasparenza contabile e amministrativa su come siano stati spesi i fondi in questi dieci anni. Sapere quale sia l’eventuale nuova progettazione per il dragaggio e all’allungamento del braccio di ponete. Un crono programma con Tempi certi, rapidi e non più prorogabili per l’avvio e la conclusione effettiva dei lavori di dragaggio e allungamento braccio di ponete necessario per la rifunzionalizzazione. Con L’assunzione di responsabilità chiara da parte degli enti attuatori. Sperando che con la nuova competenza che è stata acquisita dal trasferimento del porto di Gela alla autorità di sistema portuale possa dare una svolta decisiva , ma purtroppo dobbiamo anche lì far rilevarle che dal 2022 anno del trasferimento di competenza da Regione Siciliana ad Autorità di sistema portuale, non vi sia stato fatto nulla di importante anzi le autorizzazioni dell’iter acquisite da parte della regione siciliana sembrano che forse siano scadute e Adsp sta nuovamente riprendendo il progetto con l’avvio del procedimento autorizzativo con il primo parere che è arrivato qualche giorno fa dal Ct dal Ministero dell’infrastrutture, per poi richiedere nuovamente l’ennesimo parere al Ministero dell’ambiente dove si rimarrà in attesa dell’esito. Ma Gela non può più aspettare un altro decennio di illusioni, perché la nostra città di mare merita un porto fruibile e funzionale come le altre città della nostra regione. Noi del comitato non molleremo anche dopo il nostro impegno decennale, perché questa battaglia che abbiamo iniziato la continueremo fino a quando non vedremo il porto di Gela funzionale con i servizi connessi con una gestione totale dall’ente pubblico. Il Comitato Porto del Golfo di Gela

