Caltanissetta. Apprendiamo che nel pomeriggio di oggi (ieri, ndr), la Casa Circondariale di Caltanissetta è stata teatro di una spedizione punitiva con pestaggio contro 5 detenuti messinesi da parte di altri detenuti.
Il personale di Polizia Penitenziari in numero esiguo ha dovuto sostenere e reprimere il pestaggio chiamando in soccorso tutto il personale libero dal servizio perché, grazie alle inefficienze organizzative, al disinteresse e alle, volute, speculazioni c’è un esiguo numero di personale in servizio e il malessere del personale è indescrivibile.Errori, inesperienze o … , non hanno permesso di prevenire azioni violente, da parte di chi ha la responsabilità della gestione dei detenuti e la loro allocazione. Che cosa è stato fatto non è dato sapere ma, così come ha affermato alla presenza di S.E. il Prefetto l’ex Direttore alcuni anni addietro, pare che all’interno dell’Istituto penitenziario c’è una piazza di traffici incontrollata, forse motivo del pestaggio.Il SiNAPPe ha sempre rappresentato, la grave e persistente carenza di personale presso la Casa Circondariale di Caltanissetta, situazione che sta determinando rilevanti criticità sotto il profilo organizzativo, operativo e della sicurezza.Di là delle responsabilità soggettive del Direttore e del Comandante di Reparto per le scelte in controtendenza rispetto alla reale necessità di organizzazione del lavoro, la carenza di personale c’è ed è abbastanza evidente.Ci sono una serie di questioni che andrebbero affrontate immediatamente e che hanno bisogno d’interventi oculati con assunzione di responsabilità prima che si arrivi al peggio. L’ISTITUTO È ALLO SBANDO, LA GESTIONE È FALLIMENTARE E L’ORGANIZZAZIONE FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI.Scelte sbagliate sono sotto gli occhi di tutti, l’azione attuata da parte del Comandante di reparto e, non escludendo, quella del Direttore che ha avvallato tutte le azioni persecutorie, nell’organizzazione dei servizi, nella gestione del personale nel privilegiare in modo nepotistico e clientelare i soliti noti, a discapito del personale più anziano e laborioso.E’ a tutti noto che proprio con la rimodulazione dell’Unità Operative, il Direttore e il Comandante di Reparto hanno mirato a rispristinare privilegi e favoritismi, con innumerevoli operazioni dubbie, clientelari e nepotistiche dice Rosario Mario DI PRIMA – Segretario Nazionale del SiNAPPe.Proprio nei giorni scorsi il SiNAPPe assieme al SAPPe e SiNAPPe le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria, hanno fatto le segnalazioni alla Procura della Repubblica e ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria dopo una approfondita e minuziosa verifica effettuata sul servizio programmato del personale della Casa Circondariale di Caltanissetta, essendo state rilevate numerose violazioni.Nello specifico non sono garantite l’equità nell’assegnare nei turni di servizio, con evidenti disparità nel numero di turni e sull’alternanza dei festivi liberi o di riposo.Si continua a non garantire uniformità nella programmazione del servizio del personale e, tutto ciò, sta creando malcontento, tale da ipotizzare stress da lavoro correlato, insomma un danno alla salute del personale di Polizia Penitenziaria e in danno alla sicurezza dell’Istituto perché c’è un numero elevatissimo di lavoratori assenti per malattia. Ci eravamo illusi e volevamo crederci soprattutto con l’arrivo del nuovo Direttore a novembre del 2025 che tutto sarebbe cambiato rispetto agli anni passati, invece, continua – Di Prima -, non è stato e non è cosi, anzi
pare che l’istituto sia ritornato indietro di 30 anni seppur i dirigenti che la governano sono di una generazione giovane.E’ stato, più volte, evidenziato agli organi competenti e a fronte del fallimento, del comandante di reparto della Polizia Penitenziaria che non ha mai mantenuto un comportamento basato su autorevolezza, rispetto, imparzialità ed equilibrio, guidando il personale con l’esempio, la gestione della riservatezza e il rispetto delle gerarchie, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, invece, cosa fa, conferma il dirigente presso la Casa Circondariale di Caltanissetta per ulteriori anni due dopo diciotto anni di servizio continuativo.Non ci fermeremo alla semplice richiesta d’intervento ma sarà indetto lo stato di agitazione del personale e manifestazioni pubbliche, proprio per evidenziare le forti criticità che attraversa la Casa Circondariale di Caltanissetta con ricadute negative nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria, delle Funzioni Centrali e, anche, dal personale dell’area Sanitaria.

