Salute

Caltanissetta. Giovani protagonisti e simulazione immersiva: il V Congresso Nazionale Obiettivo Trauma segna un nuovo standard nella didattica sul trauma

Redazione 1

Caltanissetta. Giovani protagonisti e simulazione immersiva: il V Congresso Nazionale Obiettivo Trauma segna un nuovo standard nella didattica sul trauma

Dom, 20/09/2026 - 18:50

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CALTANISSETTA. Si è concluso al Cefpas di Caltanissetta il quinto congresso nazionale dedicato alla gestione del trauma di interesse chirurgico, un’edizione che ha confermato la vocazione innovativa di Obiettivo Trauma e la sua capacità di anticipare i nuovi bisogni formativi del settore. Le due giornate hanno registrato una partecipazione straordinaria, con circa duecento presenze nella prima sessione e un’affluenza altrettanto significativa nella seconda, a testimonianza della crescente attenzione verso un modello congressuale che privilegia l’esperienza diretta e il lavoro in team.

Il congresso, presieduto da Giovanni Di Lorenzo e dal presidente onorario Giovanni Ciaccio, è stato definito da quest’ultimo “un vero evento”, sottolineando la portata di un format che ha superato le tradizionali relazioni frontali per mettere al centro cinque scenari di simulazione base avanzata, costruiti per riprodurre con realismo la complessità del politrauma e per valutare sia le competenze tecniche sia le abilità non tecniche dei team coinvolti. La qualità degli scenari, la loro intensità e la capacità di coinvolgere attivamente i partecipanti hanno trasformato l’aula in un ambiente immersivo, restituendo la tensione, la responsabilità e la collaborazione che caratterizzano la gestione del trauma. Elemento distintivo dell’edizione 2026 è stata la composizione delle équipe chirurgiche impegnate negli scenari. Ogni simulazione ha visto la presenza di due chirurghi, uno junior e uno senior, con una novità assoluta: il chirurgo più giovane ha assunto il ruolo di operatore e capo équipe, guidato dal collega più esperto. Una scelta che ha valorizzato la crescita professionale dei giovani e ha reso evidente quanto la formazione avanzata debba includere responsabilità operative reali, sostenute da una guida competente e da un contesto protetto.

La forza dell’edizione è emersa soprattutto nel lavoro di squadra. Le cinque équipe coinvolte nei rispettivi scenari non si conoscevano prima dell’ingresso in sala operatoria, e proprio questa condizione ha permesso di misurare la qualità autentica della collaborazione. La sinergia è stata immediata: professionisti provenienti da contesti diversi hanno saputo integrarsi con naturalezza, riconoscere ruoli e competenze, costruire un linguaggio comune e agire come gruppi coesi fin dai primi minuti di simulazione. Una dimostrazione concreta dell’alto livello dei partecipanti e della maturità professionale che caratterizza la comunità sanitaria coinvolta in Obiettivo Trauma. Accanto ai chirurghi, tre infermieri di altissima formazione e gli operatori socio‑sanitari hanno garantito la piena funzionalità delle procedure, confermando che la gestione del trauma è sempre il risultato di un gruppo preparato, capace di sostenere ritmi intensi e decisioni complesse con precisione e lucidità.

Fondamentale anche il contributo dei manichini per la simulazione base avanzata, messi a disposizione dal Cemedis del Cefpas e dal policlinico Gemelli di Roma, guidati da Caterina Cicala. L’edizione ha visto inoltre l’ingresso del nuovo manichino avanzato, strutturato e voluto da Giovanni Di Lorenzo e Maria Grazia Randazzo, che ha permesso di riprodurre con maggiore fedeltà le dinamiche fisiologiche del trauma e di elevare ulteriormente il livello di realismo degli scenari.

Al termine di ogni scenario, dopo il briefing iniziale, la simulazione e il debriefing strutturato, un medico psicoterapeuta e due psicologi hanno analizzato l’approccio psicologico al trauma, dedicando a ciascuna simulazione una lettura specifica delle dinamiche emotive e relazionali. In alcuni scenari l’attenzione si è concentrata sul vissuto del paziente, in altri sulle reazioni della famiglia, in altri ancora sull’impatto emotivo che il trauma genera nell’équipe medica. Un contributo che ha completato il percorso formativo, mostrando come la gestione del trauma non sia soltanto tecnica, ma coinvolga dimensioni psicologiche che influenzano decisioni, comunicazione e qualità dell’intervento.

La presenza dei giovani è stata il tratto identitario del congresso. Studenti e specializzandi siciliani hanno partecipato in modo massiccio, seguendo integralmente le attività e portando all’interno dell’aula la loro visione e la loro energia. Le associazioni studentesche MedNova, Vivere Medicina e RUM, presenti con i rispettivi presidenti e con numerosi ragazzi, hanno trasformato il congresso in un luogo di incontro tra generazioni, confermando la necessità di investire in percorsi che permettano ai futuri professionisti di confrontarsi con la realtà del trauma e con le responsabilità del lavoro clinico. La faculty ha riunito professionisti provenienti da diverse città italiane, creando un confronto ricco e multidisciplinare che ha valorizzato esperienze, metodologie e approcci maturati in contesti differenti. La conduzione del congresso è stata affidata a Donatello Polizzi, giornalista e presentatore nisseno, che ha accompagnato le due giornate con uno stile attento, misurato e capace di valorizzare ogni momento formativo.

La serata inaugurale ha visto la presenza del primo cittadino, dell’assessore alle politiche sociali e della vice sindaco, insieme alle autorità civili e militari, confermando il ruolo centrale dell’evento nel territorio. Ilenia Faro ha interpretato brani su musica e testo di Gabriele Conoscenti, presente alla serata inaugurale, dando vita a un momento artistico di grande intensità. La partecipazione a sorpresa di Angelo Privitera, storico tastierista del maestro Franco Battiato, ha aggiunto un ulteriore elemento di prestigio, seguita dall’intervento del quartetto d’archi del Conservatorio Bellini di Caltanissetta, sostenuto dal direttore Andrea Milazzo. Un intreccio armonico tra Asp, Cefpas e realtà culturali che ha arricchito ulteriormente il valore del congresso.

La fase conclusiva dell’evento non ha previsto la consueta tavola rotonda, ma si è trasformata in un momento di crescita professionale autentica. La discussione finale ha assunto la forma di un confronto tecnico‑scientifico aperto, nel quale i partecipanti hanno analizzato criticamente gli scenari, le scelte operative e le dinamiche di team emerse durante le simulazioni. Ne è derivata una riflessione condivisa sulla gestione del trauma, fondata sulla revisione dei processi decisionali, sulla valutazione delle performance e sulla capacità di trasformare la critica costruttiva in strumento di miglioramento.

Obiettivo Trauma si conferma così un appuntamento imprescindibile per la formazione avanzata nel settore, un congresso che ha saputo innovare il modo di fare didattica e che ha visto nei giovani il suo motore più autentico, proiettando la sanità siciliana e nazionale verso un futuro fondato sulla competenza, sulla collaborazione e sulla capacità di affrontare il trauma con consapevolezza e visione.

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