CALTANISSETTA – «Altro che gestione fallimentare». È netta la presa di posizione della CON.SI.PE. sulla situazione della Casa Circondariale di Caltanissetta. A intervenire è il vicepresidente del sindacato, Francesco Davide Scaduto, che replica alle dichiarazioni diffuse nei giorni scorsi da un’altra sigla sindacale e respinge la rappresentazione di un istituto in difficoltà sotto il profilo della gestione e della sicurezza.
Al centro della vicenda c’è un recente litigio tra detenuti che, secondo quanto riferisce la CON.SI.PE., sarebbe stato affrontato tempestivamente dal personale della Polizia Penitenziaria.
– Si è trattato di un evento critico che può verificarsi in ambito penitenziario, ma che a Caltanissetta è stato gestito, neutralizzato e risolto con tempestività e lucidità operativa – sostiene Scaduto.
Secondo la ricostruzione contenuta nella nota sindacale, gli agenti sarebbero riusciti a contenere la lite sul nascere, mantenendo la sicurezza nelle sezioni e attivando le procedure previste, con il coinvolgimento degli organi dello Stato e delle autorità competenti.
Per il vicepresidente CON.SI.PE., dunque, quanto accaduto rappresenterebbe non la dimostrazione di una presunta situazione di caos, ma al contrario una prova della capacità operativa del personale.
Scaduto respinge pertanto con decisione la definizione di un «istituto allo sbando» e porta a sostegno della propria posizione un altro elemento: quattro unità di Polizia Penitenziaria in servizio a Caltanissetta sono state inviate in missione a Siracusa, su disposizione del Provveditore Regionale per la Sicilia, per contribuire a fronteggiare gli eventi critici verificatisi in quella struttura.
Un dato che, secondo il sindacato, assume ancora maggiore rilevanza considerando la situazione di carenza di organico con la quale da tempo deve confrontarsi la Casa Circondariale nissena.
– Come può una struttura definita “fallimentare” essere individuata dai vertici regionali come un bacino affidabile al quale chiedere sacrifici per soccorrere altri istituti in affanno? – si domanda Scaduto.
La capacità di garantire il regolare funzionamento dell’istituto e, contemporaneamente, mettere a disposizione quattro agenti per Siracusa viene attribuita dalla CON.SI.PE. all’organizzazione del lavoro predisposta dalla Direzione e dal Comandante di Reparto, ma soprattutto allo spirito di servizio degli appartenenti alla Polizia Penitenziaria.
Da qui la richiesta rivolta direttamente ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria. Il sindacato chiede al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e al Provveditore Regionale di riconoscere concretamente il lavoro svolto a Caltanissetta, avviando l’iter per l’attribuzione di riconoscimenti premiali ed encomi solenni al Comandante di Reparto, alla Direzione e al personale coinvolto.
– L’Amministrazione non può pretendere flessibilità e spirito di servizio nei momenti di crisi per poi voltarsi dall’altra parte – sottolinea il vicepresidente CON.SI.PE. – Chi ha dimostrato sul campo professionalità, senso del dovere e capacità di garantire l’ordine merita un riconoscimento concreto.
Resta però aperto il problema dell’organico. La CON.SI.PE. ribadisce infatti la richiesta di un immediato ripianamento delle piante organiche della Polizia Penitenziaria a Caltanissetta, sostenendo che la disponibilità e l’efficienza dimostrate dagli agenti non possano trasformarsi nella giustificazione per imporre ulteriori carichi di lavoro.
Una posizione, quella espressa da Scaduto, che punta dunque a respingere le critiche rivolte alla gestione della Casa Circondariale e, nello stesso tempo, a riportare l’attenzione sulle condizioni nelle quali quotidianamente opera il personale della Polizia Penitenziaria nissena.

