C’è un momento in cui si decide, e di solito arriva presto. Dopo la laurea, dopo un contratto a termine che non viene rinnovato, dopo l’ennesimo colloquio andato a vuoto. Resto o me ne vado? Negli ultimi anni, nel Nisseno, la risposta è stata quasi sempre la seconda.
I numeri li ha messi in fila lo studio della Cgil Sicilia costruito sui dati Istat: tra il 2019 e il 2026 la provincia ha perso il 12,29% della sua popolazione giovanile, cioè 6.571 giovani tra i 18 e i 35 anni. Solo Enna fa peggio. È un dato che si vede a occhio nudo, nelle serrande abbassate e nelle classi che si accorpano. La fascia che si assottiglia di più, in tutta l’isola, è quella tra i 28 e i 30 anni: meno 15%. Sono gli anni in cui di solito si apre una partita IVA, non quelli in cui si fanno le valigie.
Sui motivi si è detto quasi tutto: atenei lontani (ogni anno trentamila siciliani prendono la strada delle università del Nord, molti convinti in partenza di non tornare), lavoro precario, servizi che mancano. Si parla molto meno dell’altra metà della domanda, cioè cosa serve a chi invece un’idea ce l’ha e vorrebbe provarci qui. Non è mai una cosa sola. Serve capire se i conti tornano prima di firmare un contratto d’affitto. Serve qualcuno che spieghi come si scrive un piano che una banca prenda sul serio. E servono i soldi per i primi mesi, quelli in cui incassi poco e paghi tutto: credito bancario, misure regionali, Resto al Sud 2.0. Senza queste tre gambe, l’idea resta una chiacchierata al bar.
Le attività che restano senza eredi
Il problema non riguarda soltanto chi parte. Riguarda anche le attività che nessuno rileva. Un bar in piazza, una macelleria, un’azienda agricola con qualche ettaro di oliveto: titolari vicini ai sessant’anni e nessuno che subentri. Vale per il commercio, per il turismo, per le piccole filiere produttive che tengono in piedi i paesi della provincia. Quando quell’insegna si spegne, in un centro che di servizi ne aveva già pochi, se ne perde un altro. E chi oggi lavora da remoto da Caltanissetta scopre presto che vivere qui conviene finché intorno c’è qualcosa di aperto.
Le competenze pesano quanto i soldi
Poi c’è la parte che di solito finisce in fondo alla lista: saper fare. Sicindustria Caltanissetta ci sta lavorando con Imprese al Centro, il programma voluto dal presidente Ignazio Manduca, che a giugno ha portato a Butera un workshop sull’intelligenza artificiale applicata alle imprese, con relatori dell’Università Kore di Enna e di Microsoft Italy. Sembra roba da grandi gruppi. Non lo è. L’automazione di un magazzino, la gestione dei documenti, la manutenzione programmata prima che si rompa qualcosa: sono voci che cambiano i conti anche a un’azienda di sei persone.
Restare non è un gesto romantico e non è un debito verso il posto in cui si è nati. È una decisione che si prende quando i numeri stanno in piedi. Finché mettere insieme idea, competenze e finanziamento resterà così difficile, quel 12,29% continuerà a salire. Su un punto il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, ha ragione da vendere: celebrare la crescita del PIL mentre le province si svuotano non convince nessuno. Men che meno chi ha venticinque anni e un biglietto già in tasca.

