A proposito della nuova emergenza presso l’aeroporto di Catania a seguito dell’attività eruttiva dell’Etna e la susseguente sospensione dei voli in partenza e in arrivo a Fontanarossa, s’è registrato l’intervento della deputata Ida Carmina (M5S) che è tornata a perorare la causa di realizzare un nuovo aeroporto ad Agrigento.
La deputata ha sottolineato: «È l’ennesima volta che Catania si ferma e, con Catania, si ferma la Sicilia. Non è più un’emergenza: è una fragilità strutturale che il Governo non può continuare a ignorare nè si possono continuare a proporre palliativi. Il potenziamento di Comiso e Trapani può essere utile, ma non risolve il problema. Sono pannicelli caldi. La Sicilia ha bisogno di una rete aeroportuale più solida e l’aeroporto di Agrigento, della Sicilia Centro Meridionale, è ormai una scelta strategica. Il progetto è stato citato nel Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 ed è previsto dall’articolo 8 del Decreto Sud. Ora basta rinvii: il Governo deve dire chiaramente se intende realizzarlo oppure no”.
Carmina ha sottolineato: “L’area agrigentina serve un bacino che comprende anche parti importanti di Caltanissetta ed Enna. Negare ancora una risposta significa condannare milioni di cittadini a una mobilità fragile e penalizzare turismo, imprese ed economia. Meloni e Salvini escano dall’ambiguità. Non servono altre promesse né nuove soluzioni tampone. Servono tempi, autorizzazioni e un percorso certo. Già questa settimana chiederò al Ministero delle Infrastrutture di assumersi le proprie responsabilità. La Sicilia non può restare ostaggio di un aeroporto. E tutta la zona centro meridionale della Sicilia non puo’ rimanere isola nell’isola. Aeroporto di Agrigento: sì o no. Il tempo dei rinvii è finito”.

