Anche Venturi aderisce a iniziativa mafia e lavoro

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In Sicilia finalmente la mentalita’sta cambiando, si rafforza sempre di piu’ il dialogo tra cittadini e istituzioni, aumenta la collaborazione e la
sinergia con le forze dell’ordine e la magistratura per
sconfiggere quel bubbone che e’ cosa nostra, che per decenni ha
ostacolato la crescita economica e lo sviluppo sano della
nostra Regione. Non si torna indietro: le denunce contro il
racket del pizzo, le proteste contro ogni forma di
illegalita’,di corruzione, di malvessazioni, le manifestazioni
di solidarieta’ nei confronti di magistrati che ogni giorno
contrastano la criminalita’, affiancati dalle forze
dell’ordine, ispirandosi a giudici eroi come Falcone e
Borsellino, sono l’esempio che deve condizionare la vita e il
lavoro quotidiano di ciascuno di noi nella convinzione che,
solo estirpando la malerba mafiosa, la nostra isola potra’
essere un luogo confortevole per i nostri figli in cui il
lavoro e lo sviluppo siano gli strumenti veri per la crescita
dell’intero territorio”. Lo dice l’assessore regionale alle
Attivita’ Produttive, Marco Venturi, manifestando la sua
adesione alla manifestazione dal titolo “Contro la mafia e per
il lavoro” che si svolgera’ il 12 marzo a Caltanissetta,
organizzata dalle organizzazioni sindacali provinciali Cgil,
Cisl e Uil assieme al Tavolo unico per la legalita’
(l’organismo in cui siedono tutte le associazioni sindacali,
sociali e datoriali), alla Camera di Commercio, l’Asi, i comuni
di Gela e Caltanissetta e la Provincia Regionale. “La battaglia
contro la mafia – aggiunge Venturi – si puo’ e si deve vincere.
Fondamentale allo scopo e’ il ruolo degli imprenditori che
sempre piu’ devono convincersi che sottostare alle vessazioni
della mafia non conviene. Serve in loro una nuova mentalita’,
bisogna denunciare ogni singola richiesta di pizzo per fornire
elementi utili alle forze dell’ordine che, come dimostrato con
molteplici operazioni, lavorano incessantemente per arrestare
estortori, mafiosi e imprenditori collusi”. Per questa ragione
occorre, secondo Venturi, serrare ancora di piu’ le fila
“perche’ per avere la meglio su cosa nostra occorre essere
uniti, compatti e determinati. Noi abbiamo il dovere e
l’obbligo morale di contribuire alla formazione di un nuovo
modo di pensare, contrastando le connivenze, snidando i collusi
che grazie alle lentezze burocratiche riescono a procurare
linfa vitale per il cancro mafioso. Solo cosi’, assieme amagistrati e forze dell’ordine, potremo sconfiggere la mafia”.