Il MATRIMONIO degli italiani? Intimo, curato in ogni dettaglio e rigorosamente seduti a tavola, meglio se in agriturismo. È questo l’identikit che emerge dall’analisi delle richieste raccolte negli ultimi dodici mesi su ProntoPro, marketplace di riferimento in Italia per i servizi professionali. Le coppie di oggi ridefiniscono così il giorno del grande sì, preferendo la vicinanza degli affetti più cari ai grandi numeri e orientandosi verso scelte che privilegiano la spontaneità degli spazi aperti, l’eleganza della tradizione culinaria e una cura minuziosa per il benessere degli ospiti, dai più grandi ai più piccoli.
GLI INVITATI? MENO È MEGLIO: IL 48% DELLE COPPIE COINVOLGE MENO DI 50 OSPITI – Nel 2026, il MATRIMONIOitaliano si fa più raccolto, segnalando una tendenza verso celebrazioni dove la qualità della condivisione conta più della quantità degli ospiti. Secondo i dati ProntoPro.it, gli italiani sono infatti sempre più orientati verso una cerimonia di dimensioni contenute: al primo posto ci sono i matrimoni con massimo 50 ospiti (27%), seguiti da celebrazioni con 30 invitati o meno (21%), una fascia che sale al secondo posto rispetto ai dodici mesi precedenti, superando quella degli 80 invitati (20%), che perde un punto percentuale scendendo al terzo. Stabili al quarto posto le cerimonie con 100 invitati (18%). Si riduce contestualmente anche la presenza dei bambini: quasi una coppia di sposi su due (47%) ospita infatti 10 bambini o meno tra gli invitati, mentre calano di due punti percentuali le cerimonie con 30 o più bimbi (4,5% delle richieste).
Si abbassa anche l’età media dei piccoli ospiti: la fascia under 5 cresce dal 27% al 36%, mentre quella tra i 6 e gli 8 anni perde quasi dieci punti percentuali, pur rimanendo la più popolare con il 57% delle richieste. Per quanto riguarda l’intrattenimento, i giochi di gruppo si confermano l’attività più richiesta (27%), mentre il truccabimbi, pur restando una delle attività più diffuse (18%), registra una lieve flessione rispetto all’anno precedente; seguono, in crescita, gli spettacoli di bolle di sapone (15%) e quelli di magia (13%). Un segnale di come gli sposi tendano sempre più a privilegiare attività collettive e condivise rispetto a intrattenimenti più individuali.
IL RICEVIMENTO TRA NATURA E RITORNO ALLA TRADIZIONE: IL 62% CERCA LA QUALITÀ SENZA ECCESSI – Con la riduzione del numero degli ospiti, muta il rapporto con il wedding planner: il servizio completo, pur restando la scelta principale con il 74,5% delle preferenze, perde tre punti percentuali rispetto ai dodici mesi precedenti, mentre ne guadagna due il semplice coordinamento delle attività (13%); gli sposi vogliono un professionista, ma con un ruolo più di supporto che di delega totale. La scelta della location, invece, racconta un’Italia che guarda sempre di più alla natura e agli spazi aperti, che diventano scenografia del giorno più importante.
Nel 2026, al primo posto salgono infatti ristoranti e agriturismi (26%), scalzando la villa, che scende al secondo con il 25,5%, mentre giardini e parchi guadagnano due punti percentuali, pur rimanendo al terzo posto con il 22%; cala di un punto anche la sala ricevimenti (18%). Sul fronte catering, si cerca invece qualità senza eccessi: la classifica rispetto ai dodici mesi precedenti non cambia, con stabile al primo posto la fascia di prezzo media, che guadagna due punti percentuali arrivando al 62% delle preferenze, mentre perdono terreno sia la soluzione essenziale, che scende al 20% pur confermando il secondo posto, che quella premium, al terzo con il 16%.
Di conseguenza, cambia anche il modo in cui viene servito il menù: oggi il protagonista è il servizio al tavolo (29%), che guadagna quattro punti percentuali ottenendo il primo posto e scalzando il setting a isole, che nel 2026 si attesta al secondo con il 27%. Un ritorno all’eleganza classica e alla convivialità più tradizionale, a scapito di formule più informali come il buffet (23%) e di soluzioni catering più essenziali, basate sulla sola consegna del cibo in location (9%), entrambe in calo di un punto percentuale.
LA CRESCITA DEI SERVIZI È GUIDATA DAL CATERING E DALLA FOTOGRAFIA, GENNAIO È IL MESE DEL SÌ AI FORNITORI – Negli ultimi dodici mesi, i servizi legati al MATRIMONIO hanno registrato una crescita del 15% su ProntoPro, con il catering a fare da traino con un incremento del +56%: un dato che riflette quanto la dimensione conviviale e gastronomica sia diventata centrale nella progettazione del giorno più importante. Seguono il violinista per MATRIMONIO(+25%), il fotografo (+21%), il video MATRIMONIO (+19%) e l’allestimento (+18%), a conferma di come la cura dell’atmosfera e la qualità dei ricordi siano priorità sempre più sentite dagli sposi. Completano la Top 10 musica e dj (+13%), wedding planner (+12%), trucco MATRIMONIO (+10%), noleggio auto (+10%) e animazione bambini (+9,5%). A guidare invece la classifica dei servizi più richiesti in assoluto è il fotografo per matrimoni, che da solo raccoglie il 17% delle richieste totali, seguito da musica e DJ (14%) e da catering e location (12,5% ciascuno).
Completano la Top 10 truccoMATRIMONIO (10%), wedding planner (7%), animazione bambini (6,5%), fiorista (5,5%), parrucchiere (3%) e animazione adulti (3%). Se la stagione tradizionale dei matrimoni va da giugno a settembre, gennaio è il mese del sì ai fornitori: ben quattro dei servizi fondamentali (fotografo, fiorista, trucco sposa e musica/DJ) registrano il loro picco di richieste nel primo mese dell’anno, quando le coppie iniziano a costruire la squadra di professionisti che darà forma al loro giorno speciale.
Il numero di invitati al MATRIMONIO cambia sensibilmente a seconda della provincia, restituendo un’Italia divisa tra la sobrietà del Nord e la tradizione conviviale del Sud. A Torino, a scegliere una lista di 50 invitati è il 45% degli sposi, la quota più alta tra tutte le province analizzate, ma è Milano che si distingue come la capitale delle nozze in piccolo: il 40% delle coppie milanesi opta per 30 ospiti o meno, un dato che è quasi il doppio rispetto alla media nazionale (21%) e il più alto in assoluto per questa fascia. Roma mostra una una distribuzione più equilibrata, pur evidenziando una preferenza per i matrimoni con 100 invitati (17%). Al Sud, la musica cambia. Napoli è l’unica provincia in cui la fascia degli 80 invitati supera quella dei 50, con il 23,5% delle richieste: un segnale di come la tradizione del grande MATRIMONIOresista con forza. Firenze, infine, presenta un profilo doppio: da un lato si allinea alla preferenza nazionale per i 50 invitati (36%), dall’altro è l’unica in cui la fascia dei 150 ospiti o più raggiunge il 14%, lasciando aperta la porta alle grandi celebrazioni. Sul fronte del luogo della cerimonia, il quadro nazionale vede ancora una larga quota di indecisi o in cerca di soluzioni alternative (42%), seguita dal rito religioso (38%) e da quello civile (21%). Ma anche qui le province raccontano vocazioni diverse. Napoli è la capitale del MATRIMONIO in chiesa: il 65% degli sposi napoletani sceglie una cerimonia religiosa, una percentuale che quasi doppia la media nazionale e che non ha eguali tra le province analizzate. Torino, al contrario, è la città più laica: il 30% opta per il rito civile, la quota più alta tra tutte le realtà considerate. Milano, Firenze e Roma guidano invece la classifica degli indecisi, rispettivamente con il 54%, il 50% e il 45%.

