Il messaggio di Peppino Impastato nel libro del fratello Giovanni

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“Eravamo due tipi completamente diversi, io e Peppino: io non ho mai avuto il suo coraggio, avevo paura, non ero un piccolo eroe che cresceva nella sua ombra anche se condividevo in pieno le sue scelte e le sue idee politiche ma non approvavo i suoi metodi di scontro diretto con la mafia. Ma il mio vero dialogo con Peppino è cominciato quando lui non c’era più e maturarono le scelte radicali da parte nostra di dare un taglio netto ai nostri rapporti con i parenti mafiosi, che abbiamo buttato fuori di casa”. Parole  di Giovanni Impastato, fratello minore di Peppino, che ha il grande merito di avere difeso e diffuso ovunque le idee di Peppino Impastato in questi quarant’anni, insieme alla madre Felicia, come testimonia nel libro “Resistere a mafiopoli”, che ha presentato insieme al giudice Giovanbattista Tona agli studenti delle scuole superiori nissene al teatro Bauffremont. L’iniziativa, promossa dalle associazioni nissene Cineidea e Laboratorio dei sogni e da Musica e cultura, associazione di Cinisi, con il sostegno della Banca di credito cooperativo San Michele, ha messo sotto i riflettori il tema dell’arte come baluardo contro la schiavitù della mafia. Proiettato durante l’incontro il video realizzato da Fabrizio Lunetta su una delle edizioni del raduno che ogni anno si tiene a Terrasini in ricordo di Peppino Impastato. “Peppino – ha detto il giudice Tona – cercava la verità, quella verità che nelle strade del paese in cui viveva non c’era e che lui ha raccontato ogni giorno da uno studio radiofonico, insieme alla musica. Per questo penso che anche l’arte può servire a resistere alla schiavitù della mafia”. Il giudice Tona ha messo in guardia i giovani contro il rischio di un abbassamento della percezione della pericolosità del fenomeno mafioso e contro il pericolo di cadere vittime di altre pericolose trappole, invitandoli ad essere sempre vigili e sempre presenti. “Il momento storico che viviamo oggi – ha sottolineato – è molto difficile e delicato e se da un lato finalmente si raccolgono i risultati di chi ha lottato contro la mafia, frutto del lavoro di chi negli anni Settanta e Ottanta ha avviato un percorso, è comunque in agguato il rischio di nuove schiavitù, di negazione delle verità, di mistificazione, il rischio che voi ragazzi rinunciate a pensare con la vostra testa, voi che oggi avete la grande opportunità di essere il volto nuovo della storia”. Ribadito da Tona l’orgoglio di essere un siciliano onesto. “Quando andiamo all’estero – ha detto – possiamo dire, con la certezza di essere sempre accolti con rispetto, che veniamo dalla terra di Falcone, Borsellino, Impastato”. Ha richiamato ancora una volta la costituzione Giovanni Impastato quando gli studenti hanno posto alcuni quesiti nel corso del dibattito. “Dobbiamo fare scelte importanti – ha detto Giovanni Impastato – e non dimenticare che antimafia, antifascismo e i 139 articoli della Costituzione sono i nostri valori fondanti, che devono guidarci sempre. E l’impegno deve cominciare subito perché gli spazi per la democrazia si restringono sempre di più”. Impastato ha parlato di segnali inquietanti nel Paese, messaggi che preoccupano, rivolti soprattutto ai giudici, che sono garanzia del rispetto delle leggi. “Per questo – ha detto – non ci si può tirare indietro dalle riflessioni e dall’impegno: nessuno potrà poi dire “io non c’ero” o “ero distratto” o “non capivo”. Alcune copie del volume di Giovanni Impastato sono state acquistate dalla BCC San Michele che ne farà dono alla biblioteca comunale Luciano Scarabelli.