Ics chiede sospensiva nuova Tarsu

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Si chiederà probabilmente una sospensiva o una ulteriore rateazione del 40% in più che i cittadini dovranno pagare sulla Tarsu, perché molte famiglie sono realmente impossibilitate a pagare, aumentando così le fila di chi non paga, e si proporrà l’ immediata attivazione della raccolta differenziata, magari ispirandosi ad altre organizzazioni già operative in molte città italiane, e se non interverranno risposte concrete ed immediate si potrebbe arrivare ad una azione legale condivisa contro gli aumenti Tarsu che in questi anni hanno raggiunto percentuali astronomiche. Queste in sintesi le conclusioni dell’assemblea convocata nei giorni scorsi da Intesa Civica Solidale per discutere del problema dell’aumento della Tarsu e della gestione dei rifiuti.

“Le assemblee cittadine – dice Giovanni Ruvolo, alla guida di Ics e presidente del Coodinamento dei Movimenti civici siciliani – rappresentano uno degli strumenti di partecipazione che Intesa Civica Solidale utilizza per promuovere la responsabilità individuale dei cittadini, favorendo l’aggregazione e la cittadinanza attiva, e si articolano con un momento formativo in cui, grazie al supporto di esperti nel settore, si conoscono e si approfondiscono gli aspetti del problema da affrontare e poi, dopo un dibattito, si prende una decisione condivisa, che diventa vincolante per ICS o, se si rivelano necessari ulteriori approfondimenti, si attiva un gruppo specifico di lavoro che in poche settimane è in grado di proporre all’assemblea conclusioni condivise. Con questo metodo ICS ha promosso questo incontro sulla Tarsu, destinato ad individuare vere soluzioni”.

E’ dunque intervenuto l’ingegnere Gaetano Melillo, che ha esposto le confuse norme che dovrebbero regolamentare la materia, e la discussione successiva ha evidenziato l’assoluta mancanza di progettualità e di programmazione dell’Ato Cl1 e dell’amministrazione comunale di Caltanissetta, che in questi anni non hanno mai predisposto un piano serio e concreto, scaricando i costi sulle spalle dei cittadini. I gruppi presenti, dalle associazioni di volontariato ai gruppi di acquisto solidali ai comitati di quartiere, hanno condiviso l’idea che non è più possibile chiedere sacrifici economici ai cittadini di fronte ad una incapacità degli Enti preposti a rendere servizi efficaci ed efficienti.

L’assemblea ha infine deciso di autoconvocarsi  per affrontare in maniera sistematica il problema, con un nuovo appuntamento fissato per venerdì 18 febbraio alle 18,30 nei locali della parrocchia San Giuseppe. Il coordinatore Ruvolo si è detto fiducioso perché “a Caltanissetta – dice – qualcosa sta cambiando ed i cittadini, partendo dal riconoscimento delle responsabilità individuali, stanno trovando nei processi condivisi e solidali una nuova energia ed una nuova identità collettiva che ricostruirà in tempi brevi un tessuto sociale che negli ultimi decenni è stato smantellato”.