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Nuova campagna scavi al tempio della Concordia di Agrigento. Approfondimento delle scoperte fatte nel 2018 e 2019 quando furono trovati resti ossei

Redazione

Nuova campagna scavi al tempio della Concordia di Agrigento. Approfondimento delle scoperte fatte nel 2018 e 2019 quando furono trovati resti ossei

Mer, 04/11/2026 - 16:24

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È partita una nuova campagna di scavi che sarà uno dei monumenti simbolo di interesse Agrigento e dell’archeologia greca nel mondo: il tempio della Concordia. L’iniziativa, del direttore del Parco archeologico Roberto Sciarratta, nasce dalla necessità di approfondire le scoperte emerse durante gli scavi fatti tra il 2018 e il 2019: in quella occasione vennero trovati dei resti ossei e l’analisi al carbonio-14 fatti avevano datato la sepoltura al XII secolo, in piena epoca normanna. Si tratta di una data che richiama quanto tramandato dalle fonti storiche che attesta la presenza del monastero e della chiesa di San Gregorio.

Era però necessario fare nuove ricerche che consentivano di acquisire materiale biologico per verificare quali siano state le più antiche fasi di uso funerario della chiesa. L’obiettivo dei nuovi scavi, condotti dall’archeologa Maria Serena Rizzo e dall’archeoantropologo Roberto Micciché, è quello di ampliare il campione di dati e verificare quando si è cominciato a seppellire all’interno della chiesa. Secondo la tradizione il tempio fu convertito in chiesa dal vescovo Gregorio, vissuto tra la fine del VI e gli inizi del VII secolo. Le attività hanno già permesso di ritrovare, all’interno del tempio, alcuni resti ossei che potranno raccontare non solo a quale epoca appartenevano le persone sepolte, ma anche i loro stili di vita e la loro alimentazione. Da una prima valutazione si tratta degli scheletri di almeno 3 bambini, rinvenuti tutti nella stessa sepoltura che è stata scavata nel pavimento del tempio.

“Il nostro patrimonio archeologico è materia viva – commenta l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato – e come racconto continua a raccontarci il passato se, come avviene ad Agrigento , si investe in ricerca. Il tempio della Concordia non diventa quindi solo un luogo di straordinaria e riconosciuta bellezza, ma un laboratorio a cielo aperto che parla di noi”. “Da alcuni anni – commenta il direttore del Parco Roberto Sciarratta – le attività di ricerca si stanno concentrando sulla stratificazione storica della Valle, un sito che ha continuato a vivere per secoli”

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